Vi inventiamo una nuova vita…

18 Agosto 2010
Vi inventiamo una nuova vita…
Beh, questo post funziona benissimo anche a dodici anni di distanza. E probabilmente funzionerà ancora anche tra dodici anni. Curare la propria "reputazione" sui social e sul web è importante. A meno che non siate già ricchi o in pensione. Io non sto nel primo gruppo e mi appresto a entrare nel secondo.

…visto che non potete cancellare la vecchia.

Eric Schmidt è il CEO di Google, in pratica l’Amministratore Delegato, uno che comanda insomma. Più di una volta le sue dichiarazioni sono sembrate piuttosto ‘rigide’, diremmo flessibili come un feldmaresciallo della Gestapo, ma solo per far notare la sonorità teutonica del suo cognome.
La sua ultima uscita è oltremodo controversa e sulla rete se ne discute già in maniera furibonda. Probabilmente quando leggerete queste note l’onda lunga delle sue dichiarazioni sarà arrivata anche sui giornali, online e cartacei, italiani.

Cos’ha detto di tanto grave il buon Schmidt? “I giovani saranno costretti a cambiare nome (e cognome) per sfuggire al loro passato online”. Provo a rendere meglio il concetto. Avete presente quelle foto su Facebook in cui ci sono ragazzi riversi sulle scale di una Chiesa, prossimi al coma etilico? Oppure quelle in cui alcuni giovincelli mostrano le terga ignude in senso di disprezzo o, peggio, quelle in cui certi personaggi indossano una maglia del Milan in occasione della vittoria della Mitropa Cup? Immagini che non vorremmo mai che i nostri clienti o datori di lavoro vedessero.

Ma non ci sono solo le foto. Avete presente quei commenti idioti che si fanno solo perché si ha l’attenuante della giovane età? Ok, li avete presente.
Tutti abbiamo fatto e detto cose stupide da giovani. In qualche caso perché si era stupidi (presente!), in altri perché si era giovani (mai stato). Solo che una volta queste “cose” avevano pochi testimoni. Si faceva in fretta a renderle inoffensive.

Ora invece i testimoni sono tanti. Milioni. Ma non è neanche questo il vero problema. Il dramma sta nel fatto sono praticamente scritte nella pietra. Ora ed ancor più in futuro, qualsiasi responsabile delle risorse umane (quello che sceglie le persone da assumere), farà una bella googlata prima di scegliere. Scrivere nome e cognome su un motore di ricerca e, come per incanto, appariranno tutte, ma proprio tutte, le nostre malefatte.
A questo punto sarà semplicissimo scoprire che il bravo candidato all’assunzione, presentatosi con un impeccabile vestito grigio di Armani ,con cravatta a righe alternate ‘terra di siena bruciata’ e ‘terra di siena abbrustolita’, con tanto di laurea in Diritto della Navigazione Svizzera, ha invece un passato piuttosto discutibile di skin-head, un tatuaggio di Topolino dietro la schiena, una censurabile predilezione per le lame affilate ed una smodata passione per strumenti a batteria di forma oblunga. In compenso è un raffinato ed appassionato collezionista di Barbie di ogni epoca e nazionalità, ma questo sarebbe comunque poco compatibile con il lavoro di marketing manager della nuova linea di martelli pneumatici della Black&Decker.

Insomma, ricordiamocelo, qualsiasi cosa scriviamo, facciamo o diciamo sulla rete, su Facebook, Twitter, sui blog personali e nei forum sulla caccia alle farfalle nane, rimane indelebile negli archivi di Google. E se c’è qualcosa, qualcuno la troverà.

Se avete questo problema, a questo punto la soluzione è una sola. Chiamare un’azienda specializzata nella pulizia della reputazione (ad esempio una con sede a Termoli, con il nome che comincia per T e finisce per A) e chiedergli di fare piazza pulita delle sue sconcezze, prima che queste gli impediscano di avere una brillante carriera, una moglie fedele, due bambini adorabili, un cane, un’auto ed un infarto tre giorni prima della pensione.

Ora invece il nostro signor Schmidt propone una strada alternativa: cambiare nome. Una strada che noi riteniamo assolutamente impercorribile, illegale, immorale e forse anche contro-natura. Non lasciatevi neanche sfiorare dal dubbio che il nostro giudizio sia influenzato dal fatto che tale pratica ci toglierebbe il nostro futuro lavoro. Non sia mai!

A meno che. A meno che non sia ora che noi cambiamo mestiere. Come ho fatto a non pensarci prima? Invece di aggiustare qualcosa, non è meglio rifare tutto da capo?

Domani mattina passo in Camera di Commercio e cambio nome all’azienda. Da Tecnova passiamo a Vitanova. Il nostro motto sarà: “Vi inventiamo una nuova vita”. Diamo un nuovo nome ed architettiamo una vita nuova di zecca a chiunque ce lo chiederà e sarà in grado di pagarci.
Non ci limiteremo solo a darvi un nuovo nome. Vi daremo un passato irreprensibile. Posteremo filmati su Youtube dove vi si vedrà aiutare i vecchietti ad attraversare la strada, il vostro account di Facebook sarà un gioiello brillante ed immacolato, vi faremo un bel profilo su Twitter pieno di citazioni di Dante, Leopardi e Schopenhauer. Inventeremo di sana pianta un passato che i vostri prossimi datori di lavoro o i vostri prossimi clienti troveranno ineccepibile, inappuntabile, al massimo un po’ noioso.
Penseremo noi a tutto, tutto compreso.

Anzi no, non proprio tutto. Per quel tatuaggio di Topolino proprio non sappiamo come fare. Ma non sarà un problema. Tanto il responsabile delle risorse umane avrà un tatuaggio di Naruto sul petto.

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