Il finto Crosetto e ipotesi maliziose

11 Febbraio 2025
Truffa con finto Crosetto
Ma davvero gli imprenditori truffati da un finto Crosetto con l'ausilio dell'intelligenza artificiale hanno creduto ad una improbabilissima questua di Stato? Forse c’è dell’altro che non sappiamo. Il sospetto è che la pratica di versare soldi in maniera "occulta" non gli fosse tanto estranea. E questo apre nuovi interrogativi.

Vorrei aggiungere il mio commento sulla nota vicenda del “finto Crosetto”. Non credo sia il caso di raccontarla da capo. Per chi fosse stato sulla luna nell’ultima settimana, possiamo riassumere dicendo che diversi imprenditori italiani, tra i quali molti volti famosi, hanno creduto a dei truffatori che, utilizzando anche la voce del ministro Crosetto riprodotta da tool di AI disponibili in rete, chiedevano ingenti somme sottobanco per poter pagare il riscatto per dei non meglio precisati italiani presi in ostaggio da qualche governo canaglia.

Su questa storia abbiamo letto e sentito di tutto, a cominciare dal dileggio alle vittime per la loro dabbenaggine.
Colpevolizzare le vittime non è mai una buona idea, ma in questo caso, non si trattava di pensionati inermi di fronte alle nuove tecnologie, ma capitani d’industria con, suppongo, fiuto ed esperienza ben sufficienti a schivare ben altre avversità.

Eppure, apparentemente, ci sono cascati. E, sempre apparentemente, non ci hanno rimesso la pensione o un paio di monili d’oro, ma decine, se non centinaia di migliaia di euro.
Com’è possibile pensare che lo Stato, con la S maiuscola, abbia bisogno di offerte fuori busta per poter pagare un riscatto. Se fosse davvero così, direi che non dovrebbero neanche dolersene. Dopotutto, avevano comunque deciso di “separarsi” dai loro soldi. E’ cambiato solo il destinatario della “donazione”: invece che nelle casse dello Stato, sono finiti nei conti di criminali. A pensarci bene, non c’è neanche troppa differenza.

Io però sono un malizioso e ho il sospetto che ci sia qualcosa di più. Anche ammesso che abbiano creduto alla storia del Ministro che fa la questua per pagare un riscatto, non posso credere che la “donazione” fosse del tutto disinteressata. E’ possibile che si aspettassero delle contropartite, magari non direttamente finanziarie, ma licenze, permessi, leggi ad aziendam, insomma un do ut des non esattamente trasparente.

Oppure è ancora peggio. E’ possibile cioè che qualche richiesta simile sia arrivata in passato per finanziare in maniera subdola (e poco legale) politici, correnti, partiti e questa cosa del riscatto gli sia sembrata semplicemente una strada più creativa per trasferire del denaro che avrebbe poi fruttato su altri fronti.
Insomma, ho il sospetto che non ci abbiano detto tutto. Altrimenti, l’unica alternativa è pensare che siano degli imbecilli.