Vietato prendersi sul serio

Il sito di Tecnova (azienda di cui sono stato socio dal 1992 al 2014) era decisamente diverso. Non era tanto il visual o l’interfaccia grafica a renderlo diverso, quanto il tono dei testi. Era ovviamente un sito aziendale e tendeva a promuovere i nostri servizi. Però non lo faceva in modo autocelebrativo. Anzi, il tono era sempre molto leggero, spesso auto-ironico e qualche volte si spingeva fino a sembrare auto-denigratorio.

Ad esempio nella pagina “Perché”, si leggeva:

Perché scegliere noi?

Bella domanda.
Le risposte possibili sono tante, tutte buone e plausibili. Proviamo a riassumerle in poche risposte, con argomentazione sensate e (si fa per dire) obiettive:

  1. Perché abbiamo famiglia
  2. Perché siete già stati scottati da un’esperienza negativa. Avete chiesto ad una società, ad un professionista, al figlio del cognato di vostra suocera di realizzare il sito della vostra azienda. Il sito era anche bellissimo. Pieno di luci e colori, animato, con tutti i frizzillaccheri che le nuove tecnologie potevano offrire, un vero splendore, una gioia per gli occhi che mostravate con orgoglio ad amici e parenti.
    Ma quanti visitatori arrivavano sul vostro gioiello psichedelico? Pochi, giusto gli amici e i parenti. Come mai? Forse perché Google si rifiutava sdegnosamente di indicizzare un sito tutto in flash e non eravate nella prima pagina neanche con il vostro nome. E non vi chiamate neanche Mario Rossi Spa, ma Egidemetrio Spiritozzi Sas.
  3. Perché allora avevate bisogno di qualcuno che vi pregasse, vi scongiurasse, vi implorasse in ginocchio di lasciar perdere animazioni, fuochi d’artificio ed effetti speciali, ma di inserire testo, testo e ancora testo, informazioni, immagini, contenuti interessanti ed utili. Qualcuno che non cedesse alla spasmodica voglia di avere il sito più bello del reame, ma che scegliesse di ‘accontentarsi’ quello più utile e redditizio.
    Perché ogni sito, anche il più bello, è già vecchio la seconda volta che lo visitiamo. La terza volta sarà noioso e la quarta volta… non c’è proprio una quarta volta.
  4. Perché il sito, il portale, la pagina di Facebook, l’account di Twitter o qualsiasi altra diavoleria inventeranno domani ha bisogno di essere continuamente alimentato, aggiornato, rinnovato, rivisto. Ed i visitatori (leggi ‘clienti’) vanno cercati, stanati, inseguiti. Aspettarli fuori alla porta del negozio potrebbe essere un errore molto grave.

Ovviamente il testo va riportato al 2008, cioè quando il sito fu pubblicato. Alcune cose adesso sembrano banali. Non lo erano allora. Però il concetto di base era: dire cose sensate in maniera leggera, evitando di autocelebrarsi come fossimo la migliore web agency d’Italia (spoiler: non lo eravamo).

I post del blog continuavano con questo tono, anzi calcavano ancora di più la mano. Erano tra l’altro personali, nel senso che erano firmati dai tre soci dell’azienda, affrancandoli dalla comunicazione aziendale “ufficiale”. I temi erano spesso totalmente separati dalle nostre attività, raccontavamo delle nostre vicissitudini quotidiane sia come imprenditori, che come cittadini.

Ho recuperato tutti i post e li sto man mano pubblicando qui di lato. Li lascio così com’erano. Ci aggiungo solo una breve introduzione che serve a spiegare i motivi o le circostanze che hanno portato a quel tema. In qualche caso erano notizie che al tempo potevano essere lasciate sottintese, perché ovvie per la maggior parte dei lettori, adesso invece sono del tutto misteriose, per cui necessitano di un minimo di introduzione.

Buona lettura.

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