Anche l’AI vuole il posto fisso

25 Giugno 2026
AI disseminata alla vecchia maniera
Nonostante il sito di Municipia strombazzi l'innovatività della loro gestione del protocollo con AI, la Regione Molise è riuscita a protocollare una PEC in dieci giorni esatti. Ho scritto “protocollare”, non rispondere o risolvere il problema. Solo protocollare.

Un mese fa circa, intorno all’ora di pranzo, sentiamo suonare il citofono di casa. Abitiamo in estrema periferia, io sono parecchio orso, per cui le visite di amici e parenti sono più rare degli amministratori pubblici competenti. Poteva essere solo il postino. E il postino porta solo cattive notizie, solitamente dentro una busta verde.
Apro la busta con circospezione mista a trepidazione. È un bollo (apparentemente) non pagato. Mia moglie cerca nei suoi archivi e trova la ricevuta di pagamento.

Poco male, faccio una bella PEC e la invio a “Municipia”, la società che si occupa della riscossione delle tasse di circolazione per la regione Molise.

Dopo 10 giorni, mi arriva la PEC: hanno risposto. Diamine, velocissimi! Senza ironia, in ambito pubblico, 10 giorni per una risposta ufficiale sono un tempo che denota straordinaria efficienza.
La PEC è lapidaria: “Si informa che il messaggio da Lei inviato, avente per oggetto: [OMISSIS] è stato protocollato con Numero: XXXXX in data: XX/XX/XXXX.”

Cioè, dieci giorni per protocollare. Dieci giorni, non per leggere il contenuto, ma per scrivere in un registro che io gli ho mandato una PEC.

Sono andato a cercare chi sono questi di Municipia. E sono grossi. Sono una società di “Engineering Ingegneria Informatica” (ora però si fanno chiamare “ENG”), che nel 2025 ha fatturato1,76 miliardi di euro. Sul loro sito il termine “AI” è sparso come facevano i seminatori con i chicchi di grano: a vanvera, ma dappertutto.
Sul sito specifico di Municipia, nella pagina dedicata agli “use cases” (che è un modo più figo per dire “applicazioni pratiche” o meglio ancora “esperienze di successo”), il primo caso, quello ben evidente all’inizio della pagina, è “Intelligenza Artificiale al servizio del Protocollo”.
Il testo è piuttosto promettente:

L’AI a Servizio del Protocollo è la soluzione innovativa di Municipia per trasformare la gestione documentale delle Pubbliche Amministrazioni in un processo intelligente, rapido ed estremamente efficiente…

Se volete leggere altra fuffa markettara, accomodatevi pure: https://municipia.eng.it/use-cases/

Insomma, ora mi trovo di fronte a diverse ipotesi su come sia possibile che un sistema informatico così innovativo, basato sull’intelligenza artificiale, richieda 10 giorni solo per protocollare una comunicazione:

  • La Regione Molise non paga abbastanza per un’AI che gestisca il protocollo. Al suo posto c’è il figlio del portiere del palazzo dove abita l’amante dell’Assessore alla protezione dell’iguana del Matese.
  • Municipia vende l’AI alla Regione Molise, anche a caro prezzo, ma poi ci mette un dipendente che usa ChatGPT per scrivere in italiano corretto il messaggio che io ho ricevuto.
  • L’AI c’è davvero, funzionerebbe anche, ma l’ufficio è connesso a Internet con modem 33K.

Ne avrei anche altre di ipotesi, ma sconfinerei nel penale.

Se proprio vogliamo trarne una morale è che l’inefficienza è evidentemente una malattia contagiosa. Dai dipendenti della Regione Molise è passata ai dipendenti delle aziende che lavorano per lei, e da questi è passata anche all’AI che lavora per loro.

E, purtroppo, per questa malattia contagiosa non si è ancora trovato il vaccino.