Sopravviveremo all’inferno dei call center?

19 Settembre 2025
Call center infernale
Da quando ho cambiato gestore per l'energia è un crescendo di chiamate. Una ventina negli ultimi due giorni. E tutti quelli che chiamano conoscono il mio nome, sanno che ho appena stipulato un nuovo contratto, sanno con chi e con quale tariffa. E forse conoscono anche il mio livello di glicemia.

L’ho già scritto, più volte, ma lo ripeto: odio le chiamate dai call center.
Nonostante tutti i blocchi, le iscrizioni ai registri delle opposizioni, le accortezze a non dare il mio numero sul web, ricevevo almeno tre o quattro chiamate al giorno di gente che promette prezzi stracciati su elettricità, gas, internet, acqua calda e caffè.

Ora qualcosa è cambiato. Qualche giorno fa ho avuto la malsana idea di stipulare un nuovo contratto di luce e gas (ma l’ho fatto con un venditore vero, fisicamente presente).
Da quel giorno, un crescendo. Fino a una chiamata all’ora negli ultimi due giorni. E attenzione, sono aziende diverse, del tutto sconosciute, e tutti quelli che chiamano conoscono il mio nome, sanno che ho appena stipulato un nuovo contratto, sanno con chi e con quale tariffa e sanno chi era il vecchio gestore. E forse conoscono anche il mio livello di glicemia e quanto sale metto nell’acqua per la pasta (spoiler: troppo).
Ovviamente propongono una tariffa migliore di quella appena contrattualizzata, oppure si inventano una nuova legge che rende la mia nuova tariffa sconveniente, e via millantando.

Quello che mi domando è: chi è la “talpa”? Chi ha passato a tutta ‘sta gente queste informazioni?
L’azienda con la quale ho firmato il nuovo contratto non dovrebbe avere interesse a dar via questa informazione ai concorrenti. Ma magari il mio contratto è stato passato ad un’agenzia in outsourcing che ha subito spacciato il mio nome (assieme a quello di migliaia di altre vittime) a uno o più call center italiani, o albanesi, o neozelandesi.
Oppure è stato il vecchio gestore che, per vendicarsi dell’inopinato abbandono, ha spifferato tutto a cani e porci.
Oppure esiste un archivio pubblico dove tutti i gestori possono sapere tutto di tutti? Spero di no. Se così fosse, la falla in termini di protezione dei dati personali sarebbe sesquipedale.

Quello che è certo è che sto passando le giornate a rispondere a suadenti voci che tentano di instillarmi il seme del dubbio che la mia nuova tariffa sia in realtà una fregatura (cosa peraltro possibile).

Ho anche provato a chiedere a questi gentili interlocutori come mai sapessero così tante cose sul mio conto. Molti hanno riattaccato senza salutare non appena hanno capito che sapevo coniugare un congiuntivo, altri hanno risposto che loro sono una “società di servizi” che lavora per conto del nuovo gestore e che mi stanno facendo un favore. Altri mi dicono che i miei dati sono pubblici perché avrò accettato i cookie su qualche sito.
Quando però esprimo i miei dubbi (eufemismo) sulla veridicità delle loro spiegazioni, anche quelli più tenaci mi chiudono il telefono in faccia, senza alcun ritegno.

Una notizia di agosto riportava dei numeri impressionanti. Pare… perdonatemi la formula dubitativa, ma non ho grande fiducia nei giornali quando si tratta di numeri. Dicevo, pare che i gestori abbiano bloccato 43 milioni di chiamate dall’estero in tre settimane. Evidentemente, tempo un mese e i call center hanno già trovato la scappatoia.

Non abbiamo speranze. E può solo peggiorare. Quando le chiamate saranno fatte esclusivamente da sistemi con sintesi vocale supportata da AI, il numero delle chiamate esploderà fino a ingolfare tutto il sistema telefonico italiano.

Abbiamo solo due possibilità: una è configurare il telefono in modo che non squilli proprio con i numeri sconosciuti. Funzionerà, ma poi se un giorno un vicino di casa ci chiamerà per avvertirci che la casa va a fuoco, potremo solo insultare, una volta di più, i maledetti call-center.

L’altra è più risolutiva, ma purtroppo serve che il garante o addirittura il parlamento se ne occupino. Mi riferisco all’introduzione dell’obbligo di utilizzare un numero reale italiano per le chiamate dai call center, vietando (davvero) i numeri ‘finti’ e quelli esteri. Inoltre, i numeri dei call center dovrebbero avere un prefisso speciale, ad esempio 666, così quando lo vedrò apparire, potrò decidere se rispondere o lasciarlo suonare fino al giorno dell’apocalisse.