Ci stiamo rilassando troppo?

19 Marzo 2025
Sicurezza su AI
L’entusiasmo per i tool di AI generativa ci stanno facendo abbassare la guardia. Dimentichiamo una cosa basilare: qualsiasi dato inseriamo in questi strumenti finisce (probabilmente) su un server gestito da non-sappiamo-chi, che ci farà non-sappiamo-cosa, con regole sulla privacy perlomeno discutibili.

Oggi si parla di Intelligenza Artificiale. Ok, niente di nuovo, ma stavolta metto nel mirino sicurezza, protezione dei dati personali e confidenzialità. Sarò sicuramente superficiale, ma cercherò almeno di non essere noioso.

L’entusiasmo per queste tecnologie e la loro comodità ci stanno facendo abbassare la guardia. Dimentichiamo una cosa basilare: qualsiasi dato inseriamo in questi strumenti finisce (probabilmente) su un server gestito da non-sappiamo-chi, che ci farà non-sappiamo-cosa, in un paese straniero, con regole sulla privacy perlomeno discutibili.

Vi propongo quattro scenari. Scommetto che almeno uno vi suona familiare.

Email
Alzi la mano chi non ha mai chiesto a ChatGPT, Gemini, Claude (o chi per loro) di correggere un’email. Tipicamente, si scrive in fretta senza badare alla forma, poi si copia tutto nel tool e si chiede una versione più formale o più chiara. Perfetto.

Ma se nell’email ci sono nomi, dati di clienti, fornitori o colleghi? C’è un problema di protezione dati.
E se nell’email ci sono informazioni riservate che solo il destinatario dovrebbe conoscere? Problema di confidenzialità, se non di segretezza.

Io, dei “privacy statement” di questi tool, mi fido fino a un certo punto. Per questo, prima di incollare un testo, sostituisco nomi e dati sensibili con sigle tipo XXX e YYY, per poi rimettere tutto a mano.

Sono paranoico? Certo. Ma vi invito a imitarmi.

Traduzioni
Anche se masticate bene l’inglese (o qualsiasi altra lingua), un aiutino dall’AI per rendere un testo più scorrevole è una gran comodità.

Occhio, però: se state traducendo il progetto di una nuova arma nucleare, mandarlo in Cina potrebbe non essere un’idea brillante.
E anche se non progettate missili, caricare un documento con troppi dettagli riservati (o addirittura segreti) su un sistema che ingurgita, digerisce e rigurgita a terzi potrebbe non essere il massimo della sicurezza.

Insomma, fatevi aiutare, ma con criterio.

Trascrizioni e verbali
Registrare le riunioni, farle trascrivere e ottenere automaticamente i verbali? Bellissimo. Un sogno per chi deve prendere appunti.

Il problema? In riunione si dice di tutto, comprese cose che clienti, concorrenti (e magari la finanza) non dovrebbero sentire.
E lasciare che certe registrazioni vaghino nei cloud non mi farebbe dormire sonni tranquilli.

Considerando che le aziende di questi tool sono solitamente piccole e sconosciute, io eviterei a prescindere.

Sviluppo software
Qui la questione è più complicata. Questi sistemi sono diventati troppo potenti per farne a meno. E ora ci sono IDE come Cursor che integrano direttamente l’AI: non serve neanche più incollare il codice per chiedere aiuto, perché loro leggono tutto in tempo reale e suggeriscono soluzioni al volo.

Fantastico. Ma se il codice contiene la password del database? Da qualche parte bisognerà pur scriverla. E se lo fate con uno di questi sistemi, gliela state confidando.
Ecco, questo non mi sembra esattamente raccomandabile.

Concludendo: usate solo strumenti che dichiarino chiaramente di non conservare né riutilizzare i dati che gli passate. E, anche quando siete certi di questo, condividete solo lo stretto necessario.