Così trasparente da diventare invisibile

21 Agosto 2026
Tecnologia preistorica
L'altro giorno ho preso una multa per divieto di sosta. Era sacrosanta e l'ho pagata. Ma tutto quello che riguarda il modo nel quale viene "comunicata" e la stessa gestione (e presumo conservazione) non è per niente rassicurante.

Premessa 1: mettetevi comodi, sarà lunga.

Premessa 2: la multa era sacrosanta e l’ho anche già pagata.

I fatti: l’altro giorno ho parcheggiato l’auto di mia moglie con due ruote sul marciapiede in una strada semicentrale. Da buon italiano ho pensato che sarebbero stati dieci minuti e non valeva la pena andarla a parcheggiare a chilometri di distanza. I dieci minuti sono diventati trenta e ho trovato l’amara sorpresa sul parabrezza. Come da premessa 2, non ho neanche provato a cercare il solerte vigile e implorare pietà e misericordia. Meritavo la punizione e ho sborsato 60 euro abbondanti per auto su un marciapiede.

Ora vediamo invece di cosa mi lamento.
Provo a fare una sinossi di quanto state per leggere, nel caso non abbiate voglia: al Comune di Termoli sono o incompetenti o incuranti delle regole. Lascio scegliere a voi. Posso invece affermare con certezza che sono arretrati tecnologicamente.

Le mie note toccano diversi aspetti e sono rivolte al Comune nella sua interezza, a partire quindi da chi lo amministra. Sono tre punti, ie espongo uno alla volta:

1. Forse c’è un equivoco sul termine “Amministrazione trasparente”

Quella che vedete in basso è la copia parziale della multa che ho trovato sul parabrezza (ho sfocato solo i numeri del verbale e del bollettario).

Multa

Mi limito a far notare le tre “stranezze” più evidenti:

  1. La scansione l’ho fatta il giorno stesso. Si fa già fatica a leggere il testo scritto a mano. Se rifacessi la scansione oggi, non si leggerebbe più nulla. Non so che carta chimica usano, ma deve essere di ben scarsa qualità se il mio foglio risulta praticamente illeggibile. E converrete con me che un documento ufficiale dovrebbe essere ben leggibile dal soggetto che lo riceve e che poi è supposto (leggi obbligato) ad agire di conseguenza.
    Sembra quindi che al Comune di Termoli abbiano travisato i concetti di chiarezza e trasparenza nelle comunicazioni, portandoli alle estreme conseguenze, fino a che… non si legge nulla.
    Sospetto che sia un ottimo motivo per invalidare il documento.
  2. Alcuni campi non sono compilati, a cominciare dal nome di chi ha elevato la contravvenzione. Il campo “il/i sottoscritto/i” è vuoto. Delle due una: o l’accertatore aveva fretta di multare oppure gli hanno detto che “per motivi di privacy” il nome va omesso. Ora, la privacy è una bella cosa, ma temo che un pubblico ufficiale non possa invocarla quando esegue un’attività relativa al suo incarico. E comunque, se così fosse, perché c’è quel campo se poi non va compilato?
    Sospetto che sia un ottimo motivo per invalidare il documento.
  3. Nel campo “via” c’è scritto “XXIV”. A questo punto la teoria dell’accertatore che frettolosamente compila scribacchiando il meno possibile per non perdersi altre multe prende sempre più corpo. A Termoli non esiste una via “XXIV”. Esiste via “XXIV Maggio”, però “Maggio” era troppo lungo ed è stato omesso. Tanto si capisce, mi diranno. E io controbatterei affermando che se osassi scrivere “via XXIV” in una domanda, una richiesta ufficiale, un qualsiasi documento destinato al Comune, me lo rimanderebbero indietro con lazzi e sberleffi. Se poi lo portassi a mano, mi caccerebbero (giustamente) dall’ufficio a calci, a due alla volta, finché non diventano dispari. Quindi, leggi e regolamenti a cui noi dobbiamo ossequiosamente attenerci, possono essere tranquillamente essere ignorati dal feudatario. Sì insomma, dai nostri amministratori.

2. Vade retro tecnologia!

Ma come è possbile che esistano ancora le multe con bollettini di carta chimica? Ne hanno acquistato tre tonnellate nel 2005 e non ancora finiscono?
E che succede quando l’accertatore torna in ufficio? Copia a mano i dati su un sistema elettronico, generando quindi aumento dei tempi ed errori di trascrizione?
Il bollettino manuale ormai lo vedo solo in qualche lavanderia e, forse, da un ciabattino. Forse.

L’ultima multa per divieto di sosta la presi nell’agosto del 2010, a Edimburgo. Ci scrissi anche un post. In quel caso, non mi lamentai affatto dell’arretratezza della polizia scozzese. Al contrario, notai come la multa fisica fosse una stampa uscita da una stampantina portatile collegata a un tablet con il quale il prode vigile in kilt fece anche le foto. In questo modo, dall’Italia, guardando le foto, fui in grado di capire il perché della multa e fui anche in grado di pagare direttamente. Tutto tracciato, collegato, senza nessun intervento umano intermedio. Ma era il 2010. Noi siamo trent’anni indietro. Toccherà aspettare il 2040.

3. Coincidenza? Spero proprio di sì.

E veniamo alla cosa più misteriosa. Un’oretta dopo la macabra scoperta del foglietto verde sul parabrezza, mi arriva un SMS. In basso vedete lo screenshot.
SMS sospetto
Ho sfocato l’indirizzo. Per chi non conoscesse SEND, questa è la definizione di ChatGPT: “SEND significa Servizio Notifiche Digitali. È la piattaforma nazionale gestita da PagoPA S.p.A. che permette alle Pubbliche Amministrazioni di inviare ai cittadini comunicazioni e atti con valore legale in formato digitale”

Uelaa, ma allora ce l’hanno la tecnologia al Comune! Wow!
No, aspetta.
Le notifiche di SEND dovrebbero essere, appunto, notifiche di un’app (ad esempio IO), non un banale SMS. E poi che indirizzo è quello?
Indago e l’indirizzo porta al sito di Telepass. E che c’entra Telepass? Sembra proprio un SMS di phishing come quelli fasulli di NEXI che ti avvertono che è stato richiesto un bonifico.
Ma come mai è arrivato proprio qualche ora dopo la multa? Potrebbe essere una coincidenza, però è moooooolto strana. E comunque la macchina è intestata a mia moglie, ma l’SMS è arrivato a me. Magari c’è il mio numero da qualche parte.

La spiegazione più complottista di questa storia potrebbe essere che il computer del Comune, o il servizio cloud che utilizzano, sia compromesso da qualche virus, trojan, verme, qualcosa che genera SMS truffaldini a tutti coloro che prendono una multa. In questo modo colpiscono utenti con un basso livello di guardia e aumentano le probabilità di successo. Spero proprio non sia così.
L’altra ipotesi, sempre troppo assurda per essere vera, è che anche l’SMS sia generato “manualmente” e questo abbia provocato le incongruenze.

Avrei altri particolari, ma come avevo previsto, sono già andato troppo lungo.

La morale qual è?
Io ho pagato per il mio errore, anche perché per fare ricorso al Prefetto avrei perso troppo tempo. E, almeno per ora, il mio tempo vale più di 60 euro.
Chi invece organizza e dirige le cose al Comune, apparentemente, non paga mai per i suoi errori e, soprattutto, omissioni, ma è anzi sempre più premiato dalla cittadinanza.

Ergo, anche stavolta è colpa nostra.