Halloween è alle porte e sembra che Mark Zuckerberg abbia ricevuto qualche “dolcetto” in anticipo. Per chi non fosse aggiornatissimo alle ultime cose della Silicon Valley, c’è una nuova puntata da raccontare. Meta, nome figherrimo che sta dietro a Facebook, è stata colpita da una vera e propria pioggia di cause. E chi ha avuto cotanto coraggio? Niente meno che i procuratori generali di 42 stati degli USA. Secondo loro, Facebook e Instagram stanno rovinando la gioventù americana. A tal proposito, mi sorge spontanea una domanda: e invece gli over 50 che passano ore a guardare video di gattini, non contano?

E ancora, perché solo Meta? E TikTok, quel tempio della danza e dei trend improbabili, dove lo posizioniamo? Sotto il letto insieme ai mostri?

Va bene, torniamo seri. Quando dicono “giovani”, probabilmente si riferiscono ai “minori”. Quelli che, teoricamente, dovrebbero essere al parco a giocare a pallone e non a farsi ipnotizzare dagli algoritmi di Zuckerberg. Quelli stessi algoritmi che ti (ci) fanno vedere video su video finché non ti rendi conto che hai sprecato tre ore della tua vita.

Mentre tutto questo accadeva, i rappresentanti di Meta, indaffarati a decorare i loro uffici con pipistrelli e zucche di Halloween, hanno espresso la loro delusione. Sostengono che le cause giuridiche non sono la chiave. Capisco il punto, ma forse – giusto un’idea folle – potrebbero rispettare un po’ di più smettere di profilare in maniera così aggressiva i propri utenti. Chiedo troppo, vero?

Ora, non sono un veggente, ma il mio sesto senso (o forse il settimo) mi dice che tutto si risolverà in un nulla di fatto. O magari con un bel assegno che finirà nelle tasche degli avvocati, mentre Meta dovrà fare qualche piccolo sacrificio. C’è il rischio che debbano decurtare il budget delle decorazioni. Forse vedremo cappelli da strega un po’ meno alti il prossimo anno.

In un mondo ideale, vorrei solo che Meta, TikTok e tutti gli altri grandi imperi digitali decidessero di rispettare le regole dei paesi in cui operano. Nel mio caso, quelle dell’Unione Europea. Ma, dato il contesto, non ci metterei una mano sul fuoco.