Giù le mani dal mio computer!

23 Ottobre 2024
Computer fatto a uncinetto
Quelli tra voi più appassionati all’evoluzione dell’intelligenza artificiale avranno già provato a fare il giochetto di mostrare una foto del vostro frigorifero a ChatGPT e chiedergli di tirare fuori una ricetta. Anch’io ci ho provato. Mi ha consigliato una tristissima insalata.

Quelli tra voi più appassionati all’evoluzione dell’intelligenza artificiale avranno già provato a fare il giochetto di mostrare una foto del vostro frigorifero a ChatGPT e chiedergli di tirare fuori una ricetta. Anch’io ci ho provato. Mi ha consigliato una tristissima insalata. Ma lo capisco, vorrei vedere voi a tirare fuori una ricetta decente con una busta di misticanza quasi scaduta, un barattolino di alici sott’olio, del parmigiano e i settordicimila yogurt greci di mia moglie.
Però l’accoppiata “riconoscimento degli oggetti” e “generazione testi” promette già bene e vedremo esempi certamente più utili e funzionali in futuro (parlando di AI, il “futuro” è praticamente la settimana prossima).
Ad esempio, possiamo già mostrare degli screenshot del nostro computer per chiedere cosa fare quando siamo incagliati con una formula di Excel che non ne vuole sapere di funzionare come vorremmo, o quando abbiamo la necessità di districarci in un modulo creato su Word da qualcuno che ha abusato indegnamente di sostanze psicotrope.

Ma fin qui, tutto bene.

Leggo però oggi su The Verge che la nuova beta di Claude (un parente stretto di ChatGPT e Gemini), non solo è in grado di vedere e capire quello che c’è sullo schermo del vostro computer, ma è anche in grado di cliccare, modificare, operare al posto vostro.
Pare che la beta sia ancora acerba, però la prospettiva è piuttosto inquietante, …o meravigliosa. Dipende dai punti di vista.

C’è già qualcuno che si fa scrivere i testi e poi li incolla senza un minimo di controllo, mostrando lo sprezzo del pericolo anche maggiore di quelli che indossano la maglia della squadra avversaria nella curva degli ultras. Arrivare al punto di affidare il proprio computer a un “sistema automatico” (lasciamo stare la parola intelligenza) evoca gli abusati scenari di Skynet della saga di Terminator. Magari quella è ancora fantascienza, ma l’anno scorso, non dieci anni fa, lo avreste detto anche di un sistema che vi guarda il frigo e vi consiglia una pastina in brodo.

Però magari c’è il lato positivo. Chissà, mentre il mio computer lavora da solo potrò dedicarmi all’uncinetto.