Immaginate questa storia (totalmente inventata): dieci anni fa, Paolo era un giovanissimo imprenditore che gestiva una pescheria. Al banco lo aiutava la sorella Maria. Però Paolo non era proprio uno preciso e tralasciò di regolarizzare la posizione della sorella come addetta alle vendite. Arrivò un controllo e trovarono irregolarità sparse tra HACCP e modalità di assunzione, tali da procurare a Paolo, in quanto titolare, tante multe e procedimenti amministrativi che la metà sarebbe già bastato a farlo chiudere.

Dieci anni dopo, oggi, Paolo chiede al Comune la concessione di un banco del pesce nel locale mercato. Il Comune gliela nega perché il regolamento prevede che i licenziatari non abbiano avuto problemi con la “giustizia”.

Cambiamo scenario. Storia di ieri (questa è vera, però): lo Stato di New York legalizza la commercializzazione di prodotti a base di cannabis (quella vera, non quella depurata dal THC) in punti vendita selezionati e con apposita licenza. Le prime licenze vengono rilasciate a persone con condanne relative a uso e spaccio di stupefacenti. Cioè, hanno dato la licenza a ex-spacciatori. Beh, se non altro vendere “roba” è un mestiere che conoscono bene. Oppure è una sorta di “risarcimento” per averli condannati (e, suppongo, per avergli fatto scontare mesi di prigione) per un comportamento che adesso è invece legale.

Non so qual è la filosofia di fondo che ha portato a questa decisione. So invece che questo in Italia non potrebbe succedere. E non parlo della legalizzazione. Parlo della capacità di un’autorità governativa (la loro) di prendere atto di un cambiamento sociale di non sclerotizzarsi a seguire leggi (o persino religioni) pensate cento o duemila anni prima.

Parlo della (nostra) infausta propensione alle formalità, alla (falsa) attenzione a regole, cavilli e burocrazia. Il tutto venduto come una (falsa) “fedeltà alle nostre tradizioni”.
Perché falsa? Perché la storia italiana finisce con Paolo che usa il nome della sorella per farsi assegnare la licenza per il mercato del pesce. L’impiegato del comune fa finta di non sapere che si tratta di una prestanome. I vigili che gironzolano tra i banchi del mercato fanno finta di non sapere che Paolo non avrebbe titolo a stare lì. Impiegato e vigili sanno che Paolo avrebbe meritato quella licenza. Ma tutti, a cominciare da Paolo, preferiscono usare una scorciatoia, piuttosto che lottare contro una legge iniqua.

Le scorciatoie ci hanno reso una potenza economica fatta di milioni di nano-imprenditori (manco “micro”, proprio “nano”).
Ma questa mentalità ci sta rendendo un paese incivile che sopravvive solo grazie a trucchi ed espedienti.