Questo è un post un po’ diverso dal solito. Ironia e sarcasmo li ho lasciati fuori dalla porta. Un po’ perché mal si addicono a questi argomenti di economia familiare, un po’ perché volevo essere più informativo. Non è certamente un tutorial. Di quelli ne trovate a iosa su Youtube, ma qualcuno potrebbe trarre ispirazione dalla mia esperienza e incamminarsi verso un consumo più responsabile dell’energia elettrica.

Non sono certo il primo, né tantomeno l’unico, ad aver ricevuto una bolletta monstre nei mesi scorsi. Le storie di bollette con quattro zeri di panificatori e meccanici hanno riempito le cronache di giornali e social media.
Devo però dire che anche io, nel mio piccolo, come utente familiare, non mi sono sottratto all’andamento generale, anzi. Durante l’estate, a casa mia si è generata una sorta di “tempesta perfetta”:

  • caldo asfissiante, quindi condizionatori accesi per molte ore al giorno;
  • frigorifero aggiuntivo in cantinetta per tenere al fresco la roba da bere;
  • aumento generalizzato del costo del kWh;
  • gestore di luce e gas che ha ulteriormente aumentato il prezzo (non voglio fare nomi, però do un indizio: sono sei lettere, comincia per ENE e finisce per GAN).

Il risultato di questa somma di fattori concomitanti è arrivato con due bollette da quasi 600 euro (ciascuna). È più del triplo di una “normale” bolletta che già tanto normale non era (ma tra condizionatori e fornelli a induzione, il mio consumo elettrico è sempre stato sostenuto).

Non so cosa avreste fatto voi, ma io ho dovuto resistere alla tentazione di disdire in toto la fornitura dell’energia elettrica e tornare a candele per la luce e caminetto per riscaldamento e cottura dei cibi.

Non sono arrivato a questi estremi, ma qualcosa bisognava fare. Per prima cosa, dovevo sapere cosa consumava così tanto e perché. È curioso, ma a parte i numeri dei contatori (e non so quanti vanno davvero a leggerlo ogni mese), non c’è mai stato un modo veloce e accurato per conoscere i consumi dei singoli elettrodomestici, per non parlare del consumo totale.
Allora ho rispolverato le mie nozioni di elettrotecnica (un corso per corrispondenza di Scuola Radio Elettra fatto a 16 anni) e ho sistemato dei dispositivi di controllo su tutti gli elettrodomestici di casa e uno a monte, subito prima del contatore. I dispositivi sono WiFi, quindi sono consultabili con un PC o uno smartphone. Li ho integrati nel sistema di domotica che sto lentamente installando a casa (Home Assistant installato su un Raspberry PI 4) ed ho ottenuto un pannello di controllo che mi dice quanto sto consumando in quel momento e quanto ho consumato in un giorno, una settimana, un mese. E non solo, sono in grado di sapere cosa ha contribuito a quel consumo.
In basso c’è un’immagine (molto parziale) del “cruscotto” dei consumi generali.

Adesso so esattamente quanto costa un ciclo di lavaggio a freddo (spoiler: poco) e uno a 60 gradi (spoiler: molto). So esattamente quanto costa tenere un congelatore acceso e persino quanto costa tenerne aperta la porta per un minuto. Ora so che lo stand-by di TV e accrocchio Sky consumano più di 20W. Cioè, anche se non accendessi mai più la TV e la tenessi per tutto il tempo in stand-by, ipotizzando 0,50€ per KWh, mi costerebbe 90€ all’anno solo tenerli in stand-by.

Un pollo al forno mi costava, solo di corrente, quasi come un pollo acquistato in rosticceria

Non è più quindi una sensazione, un “sentito dire”. Sono in grado di calcolare che un pollo al forno mi costava, solo di corrente, quasi come un pollo acquistato in rosticceria. Di conseguenza, abbiamo adottato misure correttive, cambiato qualche abitudine, staccato qualche spina.
Il modo di dire “sapere è potere” non è mai stato così vero. Ed è triste ammettere che per anni, per decenni, ho pagato bollette senza avere la minima idea che avrei potuto risparmiare un bel po’ di soldi. Ma tant’è. Meglio tardi che mai.

Ovviamente, l’altro passo decisivo è stato il cambio di gestore. Nel frattempo, il prezzo del kWh si è abbassato. La bolletta di settembre è stata già molto più economica. Aspetto quella di ottobre per tornare alla normalità. Contavo di stare sotto i 200kWh in un mese. Come si vede dal grafico in alto, non ce la farò. Ma siamo lontanissimi dai 407kWh di agosto.

In basso ci sono i link per vedere come funzionano i dispositivi di misurazione WiFi. Naturalmente ce ne sono anche molti altri. Questi sono quelli che ho usato io. Non è detto che siano i migliori, ma certamente questi funzionano egregiamente:

  • Shelly EM: dispositivo WiFi per il monitoraggio dell’intera casa, da posizionare subito dopo il contatore
  • Shelly 2.5: dispositivo WiFi che funge da interruttore e che effettua il monitoraggio di due elementi (esempio: lavastoviglie e frigorifero). Va installato all’interno delle normali scatole dell’impianto elettrico che contengono gli interruttori e le prese.
  • Shelly Plug S: dispositivo WiFi simile ad un riduttore Shuko che consente di comandare e misurare il consumo di un qualsiasi elemento elettrico (es. una piantana o una lavatrice)