Quando cominciai a scrivere il mio blog, molti anni fa, mi resi subito conto che la maggiore fonte di ispirazione erano le magagne di Trenitalia. A un certo punto dovetti smettere di raccontarle per non sembrare troppo monocorde.
Però, di fronte al blocco di tutto il traffico ferroviario del centro Italia per colpa di un “chiodo”, non posso tacere. Che poi, non è neanche colpa del chiodo e del povero operaio che l’ha piantato nel posto peggiore. A quanto si è appreso, il problema è ben più articolato e, da un punto di vista tecnologico, ancora più grave.
In breve, una volta saltata l’alimentazione i sistemi di backup sono entrati in funzione automaticamente, ma nessuno se n’è accorto. Oggigiorno, anche gli UPS più sgarrupati sono in grado di notificare quando c’è un’interruzione o persino un semplice abbassamento di tensione.
E invece in questo caso non è successo niente. Neanche una e-mail, un SMS, un piccione viaggiatore che avvertisse i tecnici che qualcosa non andava per il verso giusto. E dopo tre ore, le batterie dell’alimentazione di emergenza si sono esaurite. E complimenti alle batterie e a chi ha pensato che poteva esserci il bisogno di un tempo così lungo prima di ripristinare la normale alimentazione.
In tre ore si poteva far partire un generatore diesel, portare un po’ di corrente con l’autobotte, o comprare delle ministilo nuove da un IperCina qualsiasi. Invece niente.
Quando si è spento tutto, finalmente ci si è accorti del problema. E milioni di persone sono rimaste a piedi.
Alla fine insomma, la colpa non era di un chiodo. Che qualcuno tolga la corrente in maniera involontaria ci sta. Non si può impedire tutto. Bisogna invece preparare dei piani B, C e Z. Sistemi di riserva e di riserva della riserva. Almeno se si intende mantenere in piedi un servizio che coinvolge milioni di persone in attesa in stazione o, peggio, fermi in un treno nella campagna della Ciociaria. Per dirla tutta, che un operaio possa commettere un errore durante un turno di notte è possibile e addirittura prevedibile. Progettare male (e mantenere e testare peggio) un sistema informatico non è invece un errore di distrazione o stanchezza. E’ molto più strutturale e molto più comune di quanto si pensi. E non solo sui treni, ma dappertutto: telefonia, internet, distribuzione di energia elettrica, acqua, gas, autostrade, poste, ecc.
È tutto appeso a un filo. Un filo tenuto da un singolo chiodo, che prima o poi si stancherà di reggere.