Una giornata particolare

2 Dicembre 2008
Uomo con ombrello sotto una pioggia molto personale
Breve resoconto di una giornata con qualche imprevisto. Ma basta prendere il lato buono di ogni cosa per trasformare una sequenza di sfortunate circostanze in una splendida giornata, all'insegna del "poteva andare molto peggio". E comunque, primo o poi lo farà. Andare peggio, intendo.

Può capitare a tutti di avere una giornata storta, no?

Stamattina le solite liturgie di lavaggio, vestizione e prima colazione sono state più veloci del solito. Neanche un intoppo, la sincronia delle operazioni tra me, mia moglie e mio figlio sono state impeccabili. Alle 7.50 eravamo fuori di casa.
Avvicinandomi all’auto, parcheggiata nel cortile, notavo che il cofano motore non era perfettamente chiuso. Curioso, come diavolo avrò fatto a non accorgermene!
Avvicinandomi ancora diventava drammaticamente evidente che qualcuno lo aveva aperto, dimenticandosi di chiuderlo. “M’hanno fregato il motore!”. So bene che nessuno ha mai subito un furto di motore, ma io mi vanto di essere sempre all’avanguardia e temevo di esserlo stato anche per questa nuova moda. Per fortuna non era così. Il motore era al suo posto, ma il finestrino destro giaceva esanime, sparso sulla moquette come coriandoli dopo il martedì grasso.

Esamino ulteriormente l’auto: il coperchio della centralina elettronica era aperto. Non c’era più dubbio. Avevano tentato di portarmi via la macchina, ma non sono stati capaci di avviarla oppure sono stati disturbati dal russare del mio vicino (carabiniere in pensione) che dormiva a cinque metri dall’auto. Misteriosamente i ladruncoli avevano anche divelto il portellino del serbatoio. Forse volevano almeno fregarmi la benzina. Non so se ci sono riusciti, di certo avevano una tanichetta piuttosto piccola, visto che il serbatoio era ancora quasi pieno.

Faccio un salto in ufficio e subito dopo mi fiondo in caserma. Nonostante non mi abbiano rubato nulla, il mio senso civico mi impone di fare comunque denuncia. Se lasciamo tutti correre finiremo per abituarci ed è un atteggiamento che non tollero negli altri, figurarsi se posso concederlo a me stesso.
Il piantone in caserma mi informa però che l’ufficio è aperto solo dalle 10.30 e se ho fretta posso andare al Commissariato. Non ho mai capito questo doppio binario della Pubblica Sicurezza e probabilmente non lo capirò mai, ma questi orari da ufficio inps mi sembrano un po’ stravaganti.

Torno in ufficio, chiamo l’assicurazione e gli chiedo se la mia polizza prevede il rimborso dei danneggiamenti a seguito di un tentativo di furto. Richiesta vana, il loro computer è “bloccato”. Ah, maledetti programmatori! Ne conosco qualcuno e lo so bene quanto siano inaffidabili.
Porto la macchina dal carrozziere. Il vetro infranto non è neanche malaccio: fa entrare il fresco, ma ha anche la sgradevole controindicazione di invitare altri furbastri ad introdursi nella mia auto. Ovviamente il vetro va ordinato, probabilmente dovrà arrivare da qualche fabbrica della campagna francese che a sua volta deve ordinarlo ad una vetreria di San Salvo (a 20km dalla mia città).

Ok, d’accordo. Mi arrendo. Metto l’auto in garage e la lascio lì finché non arriva il vetro.
Schiaccio il mio bravo telecomando, solitamente servizievole come un cucciolo di san bernardo. La serranda non accenna ad alzarsi. Non si sente neanche un cigolio, uno ingranaggio sdentato che gira, un motorino che arranca. Un silenzio che neanche in una cattedrale gotica bavarese.
Alzarla a mano? Neanche a pensarlo. Dovrei prima farmi bombardare dai raggi gamma e diventare un mostro stupido e verde.
Chiamo elettricisti, serrandisti, motorinisti, idraulici e parrucchieri. Il verdetto è sempre lo stesso: è rotta.

Ok, lascio la macchina fuori col vetro rotto. Vado in treno a Pescara per una sessione formativa, perdo il treno del ritorno. Perdo un’ora a guardare le vetrine del centro e prendo un regionale sul quale scrivo queste note. Torno a casa a piedi. Non prendo neanche l’ascensore, il motore potrebbe avermi sentito insultare il suo cugino della serranda.
Mi siedo in poltrona, non tocco nulla fino a mezzanotte.

Che giornata! Ma mi è andata di lusso. Poteva piovere.

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