Ho l’autostima a mille

27 Febbraio 2010
Ho l’autostima a mille
Era il febbraio 2010 e ci si preparava alle elezioni comunali. Come in tutti i comuni, l'elezione del Sindaco viene sempre vissuta con molta partecipazione e quell'anno non fece eccezione. Anzi. Il numero dei candidati ad un posto da consigliere raggiunse livelli record.

Analisi statistiche sulle prossime elezioni

Stavolta non è una questione di sensazioni. Non è una faccenda di presentimenti o di suggestioni. Ho l’autostima a mille. Qui parliamo di numeri, percentuali e, com’è universalmente noto, la matematica non è un pignone.
Faccio una breve premessa.

Nella mia città si stanno per svolgere le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale con annesso Sindaco. Per quelli che non conoscono la storia politica della mia ridente cittadina posso riassumerla in quattro battute: governata nel secolo scorso da podestà, dittatori più o meno illuminati e satrapi macro-egotici, negli ultimi dieci anni non si è riusciti a trovare un povero Cristo che riuscisse a tenere a galla una nave affetta dalla tipica sindrome che si riscontra con l’assenza di un gatto che tenga a bada i topolini che ballano e sgusciano da tutte le parti.
Chiunque legga questo mio sintetico riassunto come una sottile critica alle precedenti amministrazioni è completamente fuoristrada. Altro che sottile.

Ma veniamo all’oggi. La mancanza di una o più guide spirituali o terrene di un certo spessore ha provocato una fioritura di candidati e candidabili quantomeno improbabili. Le logiche correntizie ed individualiste tipiche della cultura meridionale hanno fatto il resto. Per concludere, alla scadenza della presentazione delle liste abbiamo 19, sì diciannove, liste per 5 aspiranti sindaci e 542 (diconsi cinquecentoquarantadue) aspiranti consiglieri. La caccia a questi ultimi è stata affannosa e concitata, tant’è che una ventesima lista ha dovuto rinunciare all’ultimo momento per mancanza di candidati. Erano ormai esauriti.

Come saprete, ogni lista necessita di circa 200 firme di residenti. Ne consegue che sono state necessarie circa 3.800 firme. Si tratta di un sesto della popolazione votante.
Se però facciamo un ragionamento più complessivo, dobbiamo ritenere che le richieste di firma non siano state tutte accettate. E’ probabile che per ogni firma effettivamente apposta i responsabili abbiano dovuto chiedere a più di qualcuno tra i loro conoscenti. Diciamo che sulle 200 firme, una cinquantina di richieste saranno andate a colpo sicuro (parenti e amici stretti), per un’altra cinquantina sono bastati un paio di tentativi, mentre progressivamente per le altre i tentativi sono stati molti di più. Nella mia ineccepibile analisi ho calcolato che le richieste medie per ogni singola firma siano pari a 5,344. Poco più di 5 quindi, sono certo che anche senza i mie sofisticati strumenti di analisi sarete d’accordo con me.

Ne consegue allora che abbiamo 20.307 richieste di firma (19 x 200 x 5,344). Immagino il fatturato dei gestori telefonici, ma non divaghiamo.
Veniamo ora al numero complessivo dei votanti e dei possibili firmatari. I votanti veri e propri sono 24.786*, ma a questi dobbiamo sottrarre quelli che non sarebbero proprio proponibili: persone che non hanno contatti e che non si ritiene debbano essere disturbati: giovanissimi, anziani, malati e fuori sede. Ho fatto delle serissime e circostanziate verifiche numeriche che vi risparmio. Il numero reale dei potenziali firmatari delle liste è 20.308.

Abbiamo quindi 20.307 effettive richieste di firma, contro 20.308 possibili destinatari delle richieste. Esiste quindi una sola persona nella mia città a cui nessuno ha chiesto una firma, né tantomeno di entrare in una lista. Una sorta di essere asociale e dis-sociale, un paria, un intoccabile emarginato, un alieno legale. La mia indagine è andata avanti, volevo scoprire chi fosse mai questo reietto. Non è stato difficile, è la prima persona che ho incontrato durante la mia indagine, è anche la prima persona che incontro tutte le mattine quando mi alzo. Lo vedo sempre dall’altra parte dello specchio quando mi faccio la barba e a vederlo così non posso dare torto a chi lo ha bellamente ignorato.

L’unico a cui non è stato chiesto nulla sono io.

Non so voi come vi sentireste al mio posto. Io ho l’autostima a mille.

* dato estratto dalla bibbia della statistica ‘Ad Capocchiam’ redatta dal celebre matematico tedesco Herr Kas Atch

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