Abbattete i costi, costi quel che costi!

23 Agosto 2008
Ristorante americano abbandonato
In questo rant me la prendo coi ristoranti che cominciano a togliersi la linea fissa per affidarsi al solo cellulare. A distanza di 15 anni, la pratica è ormai comune. Ma i miei dubbi sugli eccessi nel risparmio a tutti i costi temo siano ancora validi. Anzi, probabilmente sono ancora più leciti. E non certo solo per i ristoranti.

Risparmiare va bene, ma qualcosa lasciatela

Oggi volevo prenotare un tavolo ad un ristorante.
Conoscevo il nome, me ne avevano parlato bene. Mi fiondo subito su Pagine Bianche ma il portalone giura e spergiura che quel ristorante non esiste. Provo a scriverne il nome in maniera diversa, solo due parole, una parola sola, solo l’articolo. Niente.

Il ristorantino si è perso nelle tabelle di Oracle e non si trova. Ma santo Google (martire) mi viene in soccorso. Digito il nome è voila, decinaia e decinaia di righe che rimandano ad altrettante pagine di portalini e portalucci locali che riportano nome, indirizzo e numero di telefono.
Oltre a tutta questa graziadiddio di informazioni però, arriva anche la spiegazione del miserrimo fallimento di Pagine Bianche. Il ristorante non ha una linea fissa, ma un numero di cellulare.

Mi è già capitato di notare furgoni di falegnami ed elettricisti con il solo numero di cellulare ben impresso su ape car cigolanti e furgoni superfighi che mi sverniciano in autostrada (mi sverniciano entrambi, ape car e furgoni). Ho sempre pensato che la natura errante di quel mestiere rendesse l’uso del cellulare quasi obbligatorio. Quindi non mi sono posto grossi problemi per l’assenza di una segretaria/contabile/organizzatrice di sentinella in ufficio. Vabbè, le segretarie costano, eliminiamo loro e pure la linea! Ok, passi.
Ma un ristorante? La natura nomade del ristorante mi è nuova. A meno che non si tratti del porchettaro che si alza all’alba per prendere il posto migliore alla festa di S. Piripacchio a Marina di Courmayeur.

Ma io cercavo un ristorante. Un posto dove vanno a lavorare almeno due ore prima dei pasti per preparare le vivande e vanno via solo dopo aver lavato tutti i piatti. Qual è il motivo per fare a meno della linea fissa? E’ antiestetica? Il trillo è troppo vecchio stile ed infastidisce i clienti? Arrivano troppe chiamate dal call center?
Temo proprio che l’unico motivo sia il costo. Una linea fissa, anche se usata solo per rispondere alle prenotazioni costa. Già, costa la bellezza di 15 euro al mese.

Ricordando sempre che non stiamo parlando di una famiglia monoreddito, ma di una attività imprenditoriale, trovo la cosa un po’ disturbante.
Si certo, certo. Ognuno è libero di gestire i propri conti nel modo che ritiene più opportuno. Ma. Ma, se è il ristoratore è così attento al bilancio aziendale, chi mi dice che l’olio per la frittura non sia lo stesso della scorsa settimana. Per carità, è solo per risparmiare.
Dove lo compra il pesce? Non è che “nell’ottica di una maggiore oculatezza nella strategia del procurement” mi propina pesce congelato risalente all’ultima glaciazione?
Non è che risparmia sul detersivo in lavastoviglie, così io mangio con la forchetta appena usata dal cliente prima di me? Possiamo solo sperare nell’acqua bollente. Almeno 50 gradi? 30 gradi?
Almeno le lavano ‘ste posate? O COSTA TROPPO?

Lo ammetto, è sempre e solo una questione di immagine. Però conta, certo che conta!

Ma pare che si mangi davvero bene. Allora metto da parte tutta la mia filosofia presuntuosa e, alle 14.50, chiamo quel benedetto cellulare per prenotare la cena. La risposta non si fa attendere:
“Vodafone, informazione gratuita, il cliente non è attualmente….”

Ma, Santo Pitrisillo, protettore dei ristoratori, almeno tienilo acceso quel coso! O ti si consumano le batterie?

Altri vecchi blog a caso

  • Stay hungry, stay foolish

    Questo post uscì in occasione della morte di Steve Jobs. Non fu un post memorabile, ma ho voluto comunque tenerlo in questa raccolta la mia vita professionale è collegata ad Apple da moltissimo tempo e qui racconto un'esperienza che rivela come Apple fosse un po' diversa.
  • Curriculum Vitae

    Come scrivo alla fine, questo CV è una traduzione molto libera ed arricchita di un testo che girava un po' di tempo fa. Non sono riuscito a rintracciare il testo originale, ma confido che mi crediate sulla parola quando dico che esisteva davvero e che questo post non è il drammatico risultato di un cocktail di LSD e varechina.
  • Lo Spam

    Lo spam c'era nel 2008 e continua a esserci ora. Una volta però i filtri anti spam erano meno efficaci, quando c'erano, e le nostre caselle si riempivano in fretta di email poco simpatiche, se non proprio fastidiose. Il post è un po' più "didattico" di altri e, tutto sommato, funziona quasi bene anche oggi.
  • Tesoro, mi si è triplicato il reddito!

    Il post prende spunto dalla pubblicazione da parte del Ministero delle Finanze dei redditi di cittadini più o meno illustri. Il punto non era tanto la protezione dei dati personali, quanto l'assurda decisone del Ministero di pubblicare i dati in un unico file di testo, senza alcun sistema di ricerca e senza alcuna protezione.
  • La sostenibile leggerezza di Google

    Quindici anni fa Google era tra i "buoni". Era già monopolista dei motori di ricerca, ma non lo faceva pesare troppo. Il suo browser Chrome non era ancora il più usato e soprattutto era leggero e veloce. Inoltre, l'interfaccia utente era, come dire... sbarazzina. Oggi le cose sono decisamente diverse, su tutti i fronti.
  • Una storia piccola piccola sui servizi minimi minimi

    Due commenti su questo post. Ancora oggi, non si possono acquistare biglietti per un treno oltre l'orario programmato di partenza, anche se è in ritardo di ore. Ancora oggi, non so se il bagno non ci fosse davvero o se ero io ad essere nel pallone più totale, tanto da non vederlo.
  • Tasse e Tassì

    Una storia divertente su come tutti noi abbiamo un "doppio standard". Con uno giudichiamo l'operato degli altri. Con l'altro giudichiamo il nostro. E chissà come mai, con noi stessi siamo tutti un po' più indulgenti. E non c'è verso che vediamo le contraddizioni, anche quando queste sono lampanti. Per noi, c'è sempre un motivo valido.
  • Caro amico ti scrivo…

    Questa volta me la prendo con chi parcheggia di fronte alla porta di un negozio o centro commerciale, nonostante ci siano centinaia di parcheggi liberi a pochi metri. A suo tempo pensai a un sistema originale per disincentivare questa pratica.