Soluzioni improbabili a problemi possibili

13 Maggio 2010
Soluzioni improbabili a problemi possibili
Nel 2010 l'iPad non era ancora distribuito in Italia, ma apparentemente i primi esemplari venduti in USA soffrivano di un grave difetto al WiFi che gli impediva di funzionare correttamente. Non era esattamente una funzione accessoria e non si capiva come Apple possa aver "dimenticato" di provarla.

Alla ricerca della perfezione perduta.

Parliamo di iPad, quella tavoletta tanto in voga oggi , ma che nessuno ha ancora mai visto, almeno in Italia. No, effettivamente non parliamo di iPad, ma della difficoltà di realizzare prodotti privi di difetti, una difficoltà ormai assurta al grado di impossibilità, e delle curiose strategie aziendali di coprire i propri errori, di negarli, di rimandare all’infinito la soluzione.

Il caso della auto Toyota è esemplare *. Si è trattato probabilmente di un banalissimo errore nel software, ma le conseguenze potevano rivelarsi fatali. Per giorni hanno minimizzato il problema, poi, una volta ammesso, non sono riusciti a frenare l’inevitabile caduta di immagine.

Lo spunto ora ci viene da Apple, sempre considerata un’azienda seria, serissima. Il suo ultimo prodotto ha qualche problema a collegarsi ad alcune reti wireless. Non è un difetto di poco conto. Quel bel pezzo di plastica è davvero solo un bel pezzo di plastica se non è collegato al mondo. Poco importa se gli utenti che lamentano il problema sono un’esigua minoranza. Dal loro punto di vista il problema è grave. Hanno speso centinaia di dollari e non possono neanche leggere ‘Critica della Ragion Pura’, l’originale in tedesco, sul bordo della loro piscina. C’è gente che ha dilapidato una fortuna dall’analista per molto meno.

La Apple ammette il problema e pubblica una serie di consigli per superarli. Qualcuno di questi è sensato, come quello di aggiornare il firmware del router. Magari volevano scrivere “compratevi un router decente e buttate nel cesso quel brutto accrocchio che avete preso al mercato delle pulci”, ma le regole del bon ton vanno rispettate ed hanno limitato il linguaggio.

Quello che stupisce invece è il consiglio ad aumentare la luminosità dello schermo (“Adjust screen brightness”). Cosa c’entra lo schermo con la rete wireless? Per dirla come un fine linguista delle mie parti: “che c’azzecca?”. Forse i fotoni emanati dal monitor lcd, come i boy-scout che aiutano i vecchietti ad attraversare sulle strisce, aiutano le onde elettromagnetiche a raggiungere il suddetto accrocchio wireless? Dubito. Chissà quale infernale interazione c’è tra la rete e la luminosità dello schermo in quel coso! Meglio non saperlo.

Forse già sapete che in un’altra vita sono stato un venditore di pc, è successo molto tempo fa, quando ancora i pc si vendevano nei negozi di pc. Quando ancora i clienti chiamavano il negozio per lamentarsi che il loro pc, acquistato sei anni prima, segnalava un errore di disco pieno e pretendevano, insistendo, il cambio del disco in garanzia. Quando i clienti pensavano che una volta acquistato fattosi regalare il software per la gestione del magazzino, era naturale chiedere al venditore di passare il week-end da loro ad aiutarli a fare l’inventario,

In quei tempi andati e mai rimpianti io vendevo sia Apple che PC Windows. Naturalmente la mia predilezione verso i prodotti Apple, i Macintosh nello specifico, era palese. Così, quando qualcuno chiamava per lamentare un improvviso problema su un PC Windows io dispensavo consigli molto simili a quello che oggi Apple propone per il suo iPad. Eccovene un piccolo assaggio:

  • Provi ad arieggiare di più la stanza, l’aria viziata influisce sulle prestazioni del processore
  • Ha provato a cambiare cravatta? Le colorazioni troppo accese danno fastidio alla polarità magnetiche delle memorie di massa.
  • Non ha mica cambiato profumo recentemente? Sa, windows è incompatibile al ‘sandalo’.
  • Lei non è mica del sagittario? C’è un noto conflitto tra i sagittari ed il kernel di windows.
  • Dovrebbe far tagliare le unghie alla sue segretaria, alla lunga quei graffi sulla tastiera influenzano anche il comportamento della scheda madre.

A qualcuno di voi sarà venuto il dubbio che ho chiuso il negozio per mancanza di clienti. Non è così. I clienti erano tanti, tantissimi. Tutti dietro la porta in attesa che aprissi la mattina. Molti agitavano bastoni ed altri oggetti piuttosto pesanti, ma questo è un dettaglio.

* Ho provato a capire quale fosse il “caso Toyota”. Wikipedia mi dice che mi primi mesi del 2010, quindi proprio poco prima di pubblicare questo post, furono richiamate circa sei milioni di auto per un problema all’acceleratore. E’ probabile che mi riferissi proprio a questo.

Altri vecchi blog a caso

  • Caro amico ti scrivo…

    Questa volta me la prendo con chi parcheggia di fronte alla porta di un negozio o centro commerciale, nonostante ci siano centinaia di parcheggi liberi a pochi metri. A suo tempo pensai a un sistema originale per disincentivare questa pratica.
  • Nuovo comandante, nuova rotta

    L'elezione di Obama fu un momento di rottura e di speranza (almeno per me). Questo post potrebbe sembrare ormai obsoleto. Eppure le considerazioni sull'immobilismo della politica italiana, o in generale, sulla vita civile italiana, sono ancora più che pertinenti.
  • Curriculum Vitae

    Come scrivo alla fine, questo CV è una traduzione molto libera ed arricchita di un testo che girava un po' di tempo fa. Non sono riuscito a rintracciare il testo originale, ma confido che mi crediate sulla parola quando dico che esisteva davvero e che questo post non è il drammatico risultato di un cocktail di LSD e varechina.
  • Tasse e Tassì

    Una storia divertente su come tutti noi abbiamo un "doppio standard". Con uno giudichiamo l'operato degli altri. Con l'altro giudichiamo il nostro. E chissà come mai, con noi stessi siamo tutti un po' più indulgenti. E non c'è verso che vediamo le contraddizioni, anche quando queste sono lampanti. Per noi, c'è sempre un motivo valido.
  • Una serena vecchiaia

    A dodici anni di distanza potrei scrivere questo post esattamente allo stesso modo. Anzi. Potrei quasi affermare che si è rivelato profetico. È vero, dove lavoro ora sono circondato da colleghi appena laureati, preparatissimi, che mi danno una pista su molte cose. Ma trovarne di così buoni è sempre più complicato.
  • Il Congresso di Vienna

    Lo spunto è un articolo dove la nostra posizione in classifica tra gli utilizzatori di Internet (penultima!) viene vista quasi come una benedizione. Era il 2009, non eravamo neanche agli albori di Internet. Eppure i tecnofobi non mancavano. E direi che non mancano neanche nel 2022.
  • Le lettere del giovane Edenio

    Nel 2009 il servizio di raccolta dei rifiuti "porta a porta" nella mia città era ancora in rodaggio e le lamentele erano frequenti. Ho provato a inoltrarne una in maniera divertente, ma non sono sicuro che abbiano apprezzato il mio sforzo. Il "carteggio" è riportato fedelmente qui.
  • Vi inventiamo una nuova vita…

    Beh, questo post funziona benissimo anche a dodici anni di distanza. E probabilmente funzionerà ancora anche tra dodici anni. Curare la propria "reputazione" sui social e sul web è importante. A meno che non siate già ricchi o in pensione. Io non sto nel primo gruppo e mi appresto a entrare nel secondo.