Impressioni di settembre

15 Settembre 2008
Iphone 3G
L'iPhone arrivò in Italia nel 2008 e, da buoni Apple fan-boy, lo comprammo appena disponibile. Per chi non c'era, è difficile comprendere quanto fosse diverso e innovativo. Tuttavia, la cosa che impressiona ora è il riferimento alla attesa reazione di Nokia e HTC, che invece non ci fu, decretandone una veloce decadenza.

…leggero il mio pensiero vola e va, ho quasi paura che si perda…

Sarà che è il mese giusto, sarà che proprio la prima settimana di settembre ho macinato 400 km per andare a sentire la PFM suonare e cantare ‘impressioni di settembre’. Sarà perché me lo porto in giro da venti giorni.
Insomma, voglio rendere pubbliche le mie impressioni sull’iPhone.

Lo so, lo so. Arrivo buon ultimo. Ma non è una novità.
Non ho comunque intenzione di tediare nessuno con la descrizione delle caratteristiche, dell’interfaccia, della semplicità d’uso, dello stile, e via lodando.
Una volta tanto provo ad essere serio. Mi piacerebbe focalizzare l’attenzione su un aspetto che cambia completamente la prospettiva. Un aspetto tutt’altro che innovativo, ma che Apple ha trasformato in rivoluzione. Come il mouse, inventato dalla Xerox ma da loro valorizzato, come i lettori mp3, inventati ben prima dell’iPod ma da loro trasformati in un oggetto di massa, oltre che di culto.

L’aspetto in questione è la connessione continua alla Rete, cioè Internet. Essere connessi alla Rete non è certo una novità. Certamente non lo è in casa o in ufficio. Molto meno dal cellulare, ma ormai quasi tutti i cellulari sono in grado di connettersi. Beh, l’iPhone non si connette, l’iPhone è SEMPRE connesso. Non è necessario fare alcuna operazione, deve essere solo acceso. E la connessione viene usata ogni volta che gli serve: quando chiedo che tempo fa a Ouagadougou, quando controllo l’ultimo tonfo del NASDAQ, quando cerco un vicolo di Santa Maria Capua a Vetere, quando cerco su wikipedia l’origine della parola ‘ambaradan’. Tutto questo ed altro ancora senza mai toccare il browser. Le applicazioni all’interno di iPhone colloquiano con i server su internet in ogni modo, sempre (se serve), a noi poveri mortali non è dato sapere come, ma mi piace molto che lo facciano senza che io me ne curi affatto.

E questo tipo di integrazione con la rete porterà ad applicazioni sempre più sorprendenti ed originali. Prendete ad esempio Shazam. E’ una utility già vista sulla rete ed anche in qualche altro telefono, ma l’efficacia e la semplicità con cui la si utilizza nell’iPhone è semplicemente sbalorditiva. Due tap sullo schermo, gli fate sentire dieci secondi di una qualsiasi canzone, anche da una radiolina a transistor che gracchia come una rana con la raucedine e Shazam in pochissimi secondi vi dice che canzone è, da quale album è tratta, vi fa vedere la copertina del cd e vi propone il link per l’acquisto.

Il programma è incredibilmente efficace, ma va sottolineato che nell’iPhone non c’è praticamente nulla. Niente di niente che gli consente tanta qualità. C’è solo un microfono ed una connessione sempre attiva. Il programma vero, così come i dati, sono su qualche server in Nebraska o in Lapponia. Ma a noi non interessa. Lo spostamento delle applicazioni dal desktop alla rete è già avvenuto da un pezzo. Adesso è l’ora di spostare le applicazioni dal mobile alla Rete. E questo le renderà sempre più potenti.
L’iPhone ha quindi spianato la strada ad una nuova serie di device mobili con potenzialità che riusciamo solo a vagheggiare. Già si sentono rullare i tamburi di guerra da Nokia, Htc e tutti gli altri competitor del mobile.

E’ difficile predire se Apple riuscirà a mantenere il primato in fatto di innovatività e mercato. Alla fine, non è neanche così importante.

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