Caro amico ti scrivo…

15 Dicembre 2009
Caro amico ti scrivo…
Questa volta me la prendo con chi parcheggia di fronte alla porta di un negozio o centro commerciale, nonostante ci siano centinaia di parcheggi liberi a pochi metri. A suo tempo pensai a un sistema originale per disincentivare questa pratica.

Lettere a parcheggiatori un po’ pigri

Sono in un periodo di lamentazioni. Dovete sopportarmi. Se vi va, ovviamente.

La città nella quale vivo non è forse la culla della civiltà occidentale, non è la massima espressione della tolleranza, della cultura e della buona educazione. No, non lo è. Ma non sarà neppure Sodoma, neanche Gomorra e neanche uno sperduto villaggio della Cambogia meridionale. Insomma è un posto come tanti altri in questa Italia sull’orlo del declino (forse oltre l’orlo, ma non del declino, ma del precipizio).
Insomma, per farla breve, immagino che quello che succede qui, succeda anche in altri posti simili della nostra benamata Patria. Spero quindi di ottenere il vostro appoggio e la vostra comprensione.
Ma di cosa vado blaterando?

I parcheggi.
Sì d’accordo, è un argomento enciclopedico e voi non avete tempo da perdere. Non intendo parlare di quelli che si piazzano in seconda fila incuranti delle esigenze di chi rimane bloccato, neanche di quelli che approfittano indegnamente dei posti riservati ai disabili, neppure di quelli che si mettono in mezzo alla strada ed escono già col dito indice alzato ad indicare ‘un minuto, faccio in un minuto’. No, nessuno di questi. Restringiamo di molto il campo, di moltissimo, mi riferisco alle macchine parcheggiate ‘di sguingio’ *, davanti alla porta dei centri commerciali, quando ci sono zillioni, fantastilioni di posti liberi ad una decina di metri di distanza.

Non ho certo intenzione di mettermi a declamare una pedante giaculatoria contro tale aberrante abitudine. Avete sicuramente un modo migliore per occupare il vostro tempo. Vorrei solo mettervi a conoscenza di una mia idea balzana. Vorrei stamparmi delle lettere e tenerle sempre in macchina, così da poterle collocare sul parabrezza delle macchine ‘casualmente’ lasciate dove non si potrebbe. Le lettere dovrebbero sembrare ufficiali, con tanto di logo del Centro Commerciale e, almeno a prima vista, assolutamente verosimili. Il contenuto lo sarebbe un po’ meno.

Potrei ad esempio usare un tono fintamente conciliante:

G.le Cliente,
siamo felici che Lei abbia scelto il nostro Centro Commerciale per i suoi acquisti. La fretta con cui ha depositato la Sua auto nei pressi dell’ingresso denota senza dubbio un grande apprezzamento per i nostri prodotti. La necessità di acquistarli senza interporre alcun indugio o perdita di tempo nel parcheggiare il suo mezzo negli spazi predisposti non può che onorarci. Significa che stiamo facendo un buon lavoro e non possiamo che rallegrarci del Suo apprezzamento.
Proprio per questo, per velocizzare ulteriormente i Suoi acquisti, abbiamo aumentato il numero delle casse aperte, così da poter ridurre di almeno trenta secondi il tempo della Sua spesa e consentirLe quindi di disporre del tempo per parcheggiare laddove, siamo certi, Lei avrebbe sempre voluto parcheggiare, ma non ha mai potuto farlo per le note ed obiettive ragioni di tempo.
Nel caso questo miglioramento non Le risultasse ancora sufficiente, stiamo per istituire un servizio di consegna a domicilio in modo da evitarle del tutto il fastidio di sottostare a rigide ed inutili regole burocratiche che le impongono di posizionare il suo autoveicolo nel bel mezzo di due strisce bianche.

O forse è meglio ironizzare sul loro grado di conoscenza delle regole stradali:

G.le Cliente,
Nell’ottica di un continuo miglioramento dei nostri servizi verso la clientela, ci pregiamo di informarLa che abbiamo istituito un corso di Educazione Stradale gratuito rivolto specificamente ai nostri clienti. Il corso verterà principalmente sulle tecniche di guida e manovra all’interno di grandi parcheggi gratuiti.
Saranno effettuate lezioni teoriche e prove pratiche all’interno del nostra vasta superficie destinata alla sosta delle autovetture. L’occasione sarà proficua per espandere le Sue conoscenze del Codice della Strada e nel contempo avere nozione del nostro spazio adibito a parcheggio che Lei, come dimostra la posizione attuale della Sua autovettura, conosce solo in maniera superficiale.
Saranno inoltre forniti supporti didattici audiovisivi, tra i quali un filmato amatoriale dal titolo: “Come utilizzare il cric, ma non per cambiare una gomma.”.
Siamo certi che Lei saprà accogliere favorevolmente tale iniziativa e che, se ritiene opportuno, potrà estendere l’invito ad amici e parenti, fino al sesto grado di parentela.

oppure passare all’invettiva più personale:

G.le Cliente,
Le rendiamo noto che per poter utilizzare veicoli a motore, oltre alla patente B, è necessario dotarsi di apposito congegno posto all’interno della scatola cranica ed assicurarsi che questo sia perfettamente funzionante. La posizione attuale della sua Autovettura denota un grave malfunzionamento o, addirittura, la mancanza di tale dispositivo. La prego di controllare con maggior cura la sua dotazione prima di intraprendere azioni così impegnative come parcheggiare in un Centro Commerciale.
Qualora, nonostante tutto, ritenesse che il Suo dispositivo fosse perfettamente funzionante, Le consigliamo vivamente di non intraprendere alcuna azione con finalità riproduttive. Ancorché tali attività siano infatti piuttosto dilettevoli, a lungo termine finirebbero per incrementare il numero dei cittadini sprovvisti di tale marchingegno, danneggiando ulteriormente la convivenza civile di questa comunità.

Naturalmente non mi aspetto di ottenere dei risultati. Magari finirei anche sonoramente mazzolato da qualche energumeno con poco senso dell’umorismo. Ma volete mettere la soddisfazione!

* ‘di schimbescio’ Non ho trovato traduzione migliore

Altri vecchi blog a caso

  • Vaccinati contro le tecnologie

    Era il 2008, il termine "pandemia" era al massimo utilizzato in libri e film di fantascienza. Si parla di "normali" vaccinazioni, quelle che si fanno da piccoli. Ma soprattutto si parla di tecnologia (o della cui assenza) in ambito sanitario. Le cose che ho visto durante le mie vaccinazioni per il Covid mi fanno pensare che la situazione non sia affatto migliorata.
  • Né leone, né gazzella

    Una storia che mi fa rabbrividire ancora oggi, a dodici anni di distanza. E allora il telefono non era ancora così centrale nelle nostre vite. Adesso, con carte di credito, messaggi, mappe e email, non potrei sopravvivere 10 minuti. Ovviamente sto scherzando. Potrei resistere anche mezz'ora.
  • Norwegian Wood

    Questo post sembra invecchiato male. Dal 2010 i nostri amministratori hanno abbondantemente imparato a usare smartphone e tablet, fin troppo. Il problema di fondo, però, resta la trasparenza (quella vera). E su questo le cose non sono cambiate molto. E non credo cambieranno nei prossimi dieci anni.
  • Tasse e Tassì

    Una storia divertente su come tutti noi abbiamo un "doppio standard". Con uno giudichiamo l'operato degli altri. Con l'altro giudichiamo il nostro. E chissà come mai, con noi stessi siamo tutti un po' più indulgenti. E non c'è verso che vediamo le contraddizioni, anche quando queste sono lampanti. Per noi, c'è sempre un motivo valido.
  • Italiano a go-go

    Certo, l'italiano si è riempito di termini stranieri, soprattutto inglesi. Ma anche gli stranieri utilizzano molte parole italiane, soprattutto per prodotti che vogliono ammiccare ad una, vera o presunta, italianità. Il problema è che qualche volta lo fanno a sproposito.
  • Il Congresso di Vienna

    Lo spunto è un articolo dove la nostra posizione in classifica tra gli utilizzatori di Internet (penultima!) viene vista quasi come una benedizione. Era il 2009, non eravamo neanche agli albori di Internet. Eppure i tecnofobi non mancavano. E direi che non mancano neanche nel 2022.
  • Stretta la banda, larga la via…

    Qui me la prendevo con un servizio di AGCOM che sarebbe stato anche utile, ma aveva tanti di quei "distinguo" che alla fine non serviva a nulla. Nel riproporre il post, ho scoperto che il servizio esiste ancora, anche se probabilmente è stato aggiornato e, spero, migliorato.
  • Caro amico ti scrivo…

    Questa volta me la prendo con chi parcheggia di fronte alla porta di un negozio o centro commerciale, nonostante ci siano centinaia di parcheggi liberi a pochi metri. A suo tempo pensai a un sistema originale per disincentivare questa pratica.