Vaccinati contro le tecnologie

8 Maggio 2008
Bambina che combatte figurativamente contro un virus
Era il 2008, il termine "pandemia" era al massimo utilizzato in libri e film di fantascienza. Si parla di "normali" vaccinazioni, quelle che si fanno da piccoli. Ma soprattutto si parla di tecnologia (o della cui assenza) in ambito sanitario. Le cose che ho visto durante le mie vaccinazioni per il Covid mi fanno pensare che la situazione non sia affatto migliorata.

Come non si gestisce un archivio

Le mie esperienze con i servizi pubblici sono sempre interessanti, spesso imbestialenti, a volte deprimenti, mai noiose. Qualche giorno fa ho accompagnato mio figlio ad effettuare un richiamo per una vaccinazione obbligatoria. Il fatto che mi arrivi a casa una cartolina che a distanza di dieci anni dall’ultima vaccinazione mi avverte che c’è un richiamo da effettuare mi colpisce molto positivamente.

In ASREM (da noi la ASL si chiama così) avranno un bel database e ce l’avranno da almeno dieci anni! O forse l’hanno messo in piedi più recentemente e ci hanno pazientemente ed accuratamente trasferito le informazioni dai vecchi registri cartacei. Comunque sia, c’era motivo per essere orgogliosi di una struttura pubblica che ha adottato proficuamente le nuove tecnologie.
In effetti, nelle mie numerose visite al pronto soccorso per via delle fratture e fratturine mie e di mio figlio avevo già notato una gestione informatica impeccabile del triage. Sembra quasi ER, ho sempre avuto la sensazione che prima o poi sbucasse Maura Tierney nei panni di Abby a provvedere alla mia fasciatura. Ma sto divagando, torniamo alla vaccinazione.

Al momento di entrare (dopo aver vagato per un quarto d’ora nella vana ricerca di qualche cartello chiarificatore) mi rendo conto che non c’è nessun PC, neanche un Commodore 64, una calcolatrice, niente. Nel chiarirmi la situazione mi mostrano la mia scheda della vaccinazioni. Quella che ho portato io. E se l’avessi persa? (già, come mai non l’ho persa?).
Hanno anche un registro cartaceo dove segnano con una bella X (giuro!) l’avvenuta vaccinazione contro la pinzillacherite australe. E se volessimo fare una bella statistica? E se vorranno sapere chi non si è presentato? Scorrono con il dito indice tutte le righe di tutti i libri?

Dai, sicuramente riportano in un secondo tempo le informazioni sul sistema informatico. Sono sicuro che è così, è assolutamente così, …lo spero davvero almeno.
Ma perché fare il doppio lavoro? Hanno evidentemente personale in esubero ed è necessario trovare qualcosa da fargli fare. Non vorremmo mai che soldi pubblici venissero sprecati per un lavoratore nullafacente. Sempre meglio pagarne due che fanno il lavoro di uno.

Sempre che poi questi dati davvero vengano diligentemente trasferiti su supporto digitale.
Qualche dubbio mi è venuto. Al temine delle operazioni mi hanno segnato una nuova data di richiamo sulla scheda avvertendomi che stavolta non mi avvertiranno, dovrò essere io a ricordarmi: “maggio 2018, mi raccomando se la segni!”. Ma come faccio a segnarmi un appuntamento da qui a 10 anni?

“Lo appunti sull’agenda del telefonino”.

Mi rendo conto ora che nel 2018 non ho portato mio figlio a effettuare il richiamo. Che faccio, ce lo porto ora? Ha trent’anni, magari è meglio che ci vada da solo. Ma non sarà un po’ tardi?

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