Sicuro che è sicuro?

5 Settembre 2008
Simbolo dell'euro con numeri binari
Il post, pubblicato a settembre 2008, fa riferimento ad un bug nel sistema di pagamento di Trenitalia. Il difetto era decisamente preoccupante, ma non tanto per i viaggiatori, quanto per la stessa Trenitalia che, apparentemente, accettava pagamenti anche senza il "via libera" di CartaSì (l'attuale Nexi).

I pagamenti online sono insicuri, ma per chi vende o per chi compra?

Recentemente ho utilizzato il sito di quell’azienda che gestisce i servizi di trasporto su rotaia in Italia. Ma sì, avete capito, quella che una volta si chiamava con due sole lettere (Firenze e Savona) e che adesso invece, avendo diviso infrastrutture e servizi, ha come nome l’unione tra il nome del mezzo di trasporto vero e proprio (comincia per TRE e finisce per NI) e la nazione nella quale viviamo. Mi perdonerete la reticenza ma Santo Google è in ogni dove e al termine di questo post capirete perché non voglio farmi trovare.

Ebbene, recentemente ho avuto modo di apprezzare i notevoli miglioramenti. Si è passati da un cesso di sito che non funzionava su nessun browser che non fosse il loro ad un portale che ha mille difetti ma che, con santa pazienza, ti consente di acquistare un biglietto senza ricorrere a giaculatorie e senza metter mano al calendario (quello con tutti i santi associati ad ogni singolo giorno).

Durante una delle mie lezioni in giro per il mondo l’ho anche usato come esempio di cattiva realizzazione (quello nuovo), ma non è che sia proprio scandaloso. Sapete, quando faccio il docente devo sempre assumere il tono da professorone, quello che becca ogni magagna, quello che non gli va mai bene nulla. In pratica quello che chi sa fa, chi non sa insegna.

Oggi però l’ho riutilizzato e mi è capitata una cosa curiosa. Al momento di pagare sono stato ‘trasferito’ al portale di acquisizione dati della carta di credito e dopo un primo passaggio senza problemi, detto portale mi avvisa che la mia ‘password’ di sicurezza (quella che ho associato alla carta di credito come ulteriore barriera per evitare truffe) era scaduta. Non sapevo che lo fosse. Non sapevo neanche che avesse una scadenza. Evidentemente era scaduta (adesso mi spiego anche il cattivo odore del mio portafogli).
Stavo per mettere mano al calendario di cui sopra, quando sul browser mi appare la pagina di conferma dell’avvenuto acquisto. Stampo il biglietto e parto in tutta tranquillità. Anche puntuale.

Bene, anzi Male. Non ho ancora il coraggio di controllare. Ma ci sono solo due possibilità:

  1. La connessione tra il server di pagamento e quello del merchant è fasulla, difettosa, buggata. Insomma non funziona. In pratica adesso potrei acquistare un vagone intero e partire verso Helsinki e non pagare assolutamente nulla.
  2. La transazione economica è avvenuta con successo nonostante la password scaduta, ne consegue che la protezione di sicurezza di CartaYes funziona come il bloccasterzo del mio Ciao del ’74*

Delle due una. Comunque sia, c’è un sistema che fa acqua.
Faccio tutti i giorni l’evangelista predicando la sicurezza degli acquisti online. Mi toccherà convertirmi alla religione dei soldi sotto il mattone e dei pagamenti contanti. Mi avvio. La strada per Damasco è lunga.

Altri vecchi blog a caso

  • Webmaster o capomastro?

    A suo tempo, questo post è dell'ottobre 2008, i "portali turistici" erano tanto di moda. Ogni regione, provincia, comprensorio, città, paesello ne aveva uno. E se non ce l'aveva, voleva realizzarlo al più presto. Qui racconto come la Regione Molise pensò di risolvere il problema della realizzazione di tale portale: incaricando una sola persona per fare tutto.
  • Mai chiedere consigli a sconosciuti

    Molte delle considerazioni che faccio in questo post del 2009 rimangono sensate anche oggi, a distanza di quasi quindici anni. E sono ottimista. Senza lenti rosa, le prospettive oscillano tra il drammatico ed il tragico. Però confido che andrà anche peggio.
  • Abbattete i costi, costi quel che costi!

    In questo rant me la prendo coi ristoranti che cominciano a togliersi la linea fissa per affidarsi al solo cellulare. A distanza di 15 anni, la pratica è ormai comune. Ma i miei dubbi sugli eccessi nel risparmio a tutti i costi temo siano ancora validi. Anzi, probabilmente sono ancora più leciti. E non certo solo per i ristoranti.
  • Curriculum Vitae

    Come scrivo alla fine, questo CV è una traduzione molto libera ed arricchita di un testo che girava un po' di tempo fa. Non sono riuscito a rintracciare il testo originale, ma confido che mi crediate sulla parola quando dico che esisteva davvero e che questo post non è il drammatico risultato di un cocktail di LSD e varechina.
  • Una storia italiana

    Nel 2009 il GDPR era ancora lontano. Però già c'era una legge sulla privacy e veniva spesso usata come scusa per non rivelare informazioni essenziali, anche se non c'era in ballo la privacy di nessuno. O se c'era, comunque la mancanza di informazione poteva danneggiare altri diritti. La storia però è simpatica e quasi appassiona.
  • Precisi ed efficienti come orologi scozzesi

    Scrivo queste note nel 2022, mentre il post è del 2010. In questi 12 anni, forse, anche a Roma o Milano le multe sono diventate un'esperienza così... soddisfacente, trasparente e semplice. Ma non ne sono certo. Dovrò andarne a prendere una. Devo sapere!
  • The shoemaker with the broken shoes

    Questo fu il primo post del nuovo sito di Tecnova, l'azienda di cui ero socio. Il post è del 2008, Tecnova lavorava sul web da più di dieci anni. Il primo lavoro sul web risaliva al 1997. Ma il paradosso era che noi stessi, per diversi anni, abbiamo avuto una pagina "Coming soon" come sito.
  • La sostenibile leggerezza di Google

    Quindici anni fa Google era tra i "buoni". Era già monopolista dei motori di ricerca, ma non lo faceva pesare troppo. Il suo browser Chrome non era ancora il più usato e soprattutto era leggero e veloce. Inoltre, l'interfaccia utente era, come dire... sbarazzina. Oggi le cose sono decisamente diverse, su tutti i fronti.