The shoemaker with the broken shoes

16 Aprile 2008
The shoemaker with the broken shoes
Questo fu il primo post del nuovo sito di Tecnova, l'azienda di cui ero socio. Il post è del 2008, Tecnova lavorava sul web da più di dieci anni. Il primo lavoro sul web risaliva al 1997. Ma il paradosso era che noi stessi, per diversi anni, abbiamo avuto una pagina "Coming soon" come sito.

Questo fu il primo post del nuovo sito di Tecnova, l’azienda di cui ero socio. Il post è del 2008, Tecnova lavorava sul web da più di dieci anni. Per essere precisi, dal 1997. Ma il paradosso era che noi stessi, per diversi anni, abbiamo mantenuto una pagina “Coming soon” al nostro indirizzo principale. Il post è insomma un patetico tentativo di spiegare che non avevamo tempo per fare per noi quello che ai nostri clienti raccontavamo essere indispensabile per poter sopravvivere.
Certo è paradossale. Un’azienda che predica il web come modalità principe della comunicazione non ha un suo sito web.
La faccenda di predicare bene e razzolare male è piuttosto diffusa, anche in ambienti più seri del nostro. Per quanto paradossale quindi, la cosa è molto comune. E’ una sindrome che i ricercatori del MIT (Massachussets Institute of Technology) definiscono nelle loro pubblicazioni accademiche: “The shoemaker with the broken shoes”.

Il nostro sito è stato parecchi mesi fermo con un cartello che annunciava un prossimo ‘grand opening’. Il problema è che niente sarà in grado mai di soddisfare la nostra ansia da prestazioni: “non è abbastanza bello, troppo statico, troppo dinamico, troppo serio, poco serio, troppo questo, poco quello”.
Predichiamo da anni la subalternità dei contenuti al contenitore e poi siamo i primi a cadere nel tranello di volere un sito che stimoli al visitatore un “ohhhh” di sorpresa, stima e, perchè no, ammirazione e venerazione.
Ma noi non siamo così. L’aspetto estetico è fondamentale, ma non primario. Allora, dopo aver finalmente deciso di mettere i contenuti al primo posto, una volta sbloccato l’impasse del layout grafico, siamo partiti ed arrivati in un amen. In due settimane, anche meno, usando i ritagli di tempo, siamo arrivati a quello che avete sotto gli occhi. Un sito che fa delle nostre opinioni la colonna portante. Ho volutamente evitato il termine ‘blog’, perché non vorrei che sembrasse il solito cavalcare la tigre della moda corrente.

Ad oggi non si può ancora dire che si tratti di un lavoro concluso. Ma sarà divertente venirci a trovare. Abbiamo parecchie idee e molte più opinioni. E non abbiamo intenzione di annoiarvi.

Altri vecchi blog a caso

  • Webmaster o capomastro?

    A suo tempo, questo post è dell'ottobre 2008, i "portali turistici" erano tanto di moda. Ogni regione, provincia, comprensorio, città, paesello ne aveva uno. E se non ce l'aveva, voleva realizzarlo al più presto. Qui racconto come la Regione Molise pensò di risolvere il problema della realizzazione di tale portale: incaricando una sola persona per fare tutto.
  • Impariamo dalla pubblicità

    Le tariffe con millemila minuti non erano ancora la norma. In quel periodo le compagnie usavano azzannarsi alla giugulare proponendo dei servizi che ti davano un servizio flat su un singolo numero. Il problema era che lo spacciavano per gratuito.
  • Tasse e Tassì

    Una storia divertente su come tutti noi abbiamo un "doppio standard". Con uno giudichiamo l'operato degli altri. Con l'altro giudichiamo il nostro. E chissà come mai, con noi stessi siamo tutti un po' più indulgenti. E non c'è verso che vediamo le contraddizioni, anche quando queste sono lampanti. Per noi, c'è sempre un motivo valido.
  • Norwegian Wood

    Questo post sembra invecchiato male. Dal 2010 i nostri amministratori hanno abbondantemente imparato a usare smartphone e tablet, fin troppo. Il problema di fondo, però, resta la trasparenza (quella vera). E su questo le cose non sono cambiate molto. E non credo cambieranno nei prossimi dieci anni.
  • Impressioni di settembre

    L'iPhone arrivò in Italia nel 2008 e, da buoni Apple fan-boy, lo comprammo appena disponibile. Per chi non c'era, è difficile comprendere quanto fosse diverso e innovativo. Tuttavia, la cosa che impressiona ora è il riferimento alla attesa reazione di Nokia e HTC, che invece non ci fu, decretandone una veloce decadenza.
  • Du iu spik inglisc

    Pedanteria ai massimi storici. Qui me la prendo con chi scrive "no profit" o "no stop" invece che "non profit" e "non stop". Però è vero, noi italiani siamo così veloci ad accogliere termini anglosassoni che spesso finiamo per storpiarli o addirittura per usarli in contesti del tutto errati.
  • 50 anni in una pagina

    Tengo in maniera particolare a questo post del 19 gennaio 2010. Era il mio cinquantesimo compleanno e provavo a fare un breve riepilogo di quanto avevo combinato nei cinquant'anni precedenti e quante diverse esperienze avevo fatto. E il bello doveva ancora arrivare.
  • Soluzioni improbabili a problemi possibili

    Nel 2010 l'iPad non era ancora distribuito in Italia, ma apparentemente i primi esemplari venduti in USA soffrivano di un grave difetto al WiFi che gli impediva di funzionare correttamente. Non era esattamente una funzione accessoria e non si capiva come Apple possa aver "dimenticato" di provarla.