La genesi.
Nell’ottobre del 2024 si concluse la mia parentesi da dipendente di un’agenzia di comunicazione di grandi dimensioni. Entrai nell’agenzia per realizzare siti o comunque come “sviluppatore”, ma poi gli eventi, i clienti, la progressiva espansione dell’agenzia, le varie emergenze mi portarono a fare almeno settordici mestieri. Il mio passato da imprenditore mi aveva abituato ad affrontare di tutto, per cui è stato naturale affrontare compiti diversi: scrivere progetti, fare il project manager o il formatore, finanche imparare abbastanza sul GDPR da operare come responsabile della protezione dei dati personali. La programmazione vera e propria invece l’ho lasciata ai giovani virgulti del reparto software, quelli sì, cresciuti a pane e codice.
La parentesi è durata dieci anni. A quel punto ho intrapreso la strada accidentata della “libera professione”. Prima ancora di mettermi a cercare clienti, ho pensato che sarebbe stato il caso di mettere finalmente un po’ d’ordine nelle mie finanze e, soprattutto, nelle mie spese.
Ho cercato in lungo e in largo, ma non c’era un’app, un software, una maledetta gestione delle spese che fosse in grado di tenere in ordine i miei conti senza essere banale, ma anche senza mettere in piedi una contabilità a partita doppia degna di un commercialista uscito dalla Bocconi.
Decisi quindi di tornare al mio mestiere originario, cioè quello che crea software esattamente come lo vuole il cliente. Solo che il cliente stavolta ero io.
Insomma, pensai che realizzare un sistema su misura fosse l’unica opzione che avevo. Il vibecoding* vero e proprio non esisteva ancora e mi misi di buzzo buono a scrivere a mano, riga per riga, la mia applicazione web: Zyra.
Poi, col passare dei mesi, Zyra è diventata un po’ il parco giochi dove provavo i vari tool di intelligenza artificiale. Dopo quasi due anni, Zyra conserva scheletro e struttura dati originari. A questi ho aggiunto diverse funzionalità realizzate con l’aiuto dell’AI. Ora l’app mi consente di mantenere i conti in maniera impeccabile, creare dei report con grafici chiari e facili da leggere e, soprattutto, di evitare di superare (troppo) i budget che mi sono autoimposto.


Ma come funziona Zyra?
Innanzitutto è un’applicazione web. Qualcuno storcerà il naso, le orecchie e anche l’alluce al pensiero che i propri dati siano in un server da qualche parte del mondo, alla mercé di gente che venderebbe la propria collezione di Pokémon pur di dimostrare di aver hackerato un sito.
Li tranquillizzo, i dati sono al sicuro. Almeno quanto è sicuro il server che li ospita. E in ogni caso, non è un prodotto destinato ad altri. Non ancora almeno. Se a un certo punto decidessi di “venderlo”, mi preoccuperei di rendere indecifrabili i dati anche da me stesso, in modo che gli unici a poterli leggere siano i miei ipotetici clienti.
È quindi un’applicazione web. La si può usare dal desktop, dal tablet e, tranne un paio di tabelle un po’ troppo oversize, funziona egregiamente anche sugli schermi degli smartphone.
La logica contabile di Zyra è una partita doppia “omeopatica”. Cioè, non c’è rimasto praticamente nulla della partita doppia, ma in qualche modo se ne sente l’aroma. Ma solo quello. Nessuna traccia di “dare” e “avere”.
Ogni movimento ha bisogno di un punto di “origine” e un punto di “destinazione”. Questi punti li chiamo pomposamente “conti”.
Facciamo qualche esempio:
Compro diciassette tavolette di cioccolato al supermercato e pago con la carta di credito?
Origine: Carta di credito -> Destinazione: Spese alimentari
Enel mi addebita la bolletta della luce?
Origine:
Conto corrente -> Destinazione: Spese energia
Un cliente mi fa un bonifico?
Origine: Cliente -> Destinazione: Conto corrente
Ricapitolando: origine è da dove partono i soldi, destinazione è dove arrivano. Detta così è fin troppo banale.


Ma sti conti non saranno troppi?
Per evitare che ogni volta si debba scegliere tra decine di conti, li ho suddivisi in categorie. Ad esempio, i conti correnti possono essere raggruppati nella categoria Banche. I conti come spese telefoniche, luce, gas, internet, acqua sono inseriti in una categoria che potremo chiamare, con supremo sforzo di fantasia, “Bollette”. Le spese alimentari e per la pulizia, insieme a quelle sanitarie le ho inserite in “Spese primarie”. E via così raggruppando.
Quindi, alla fine, questi “movimenti” sono composti da data, origine, destinazione, importo e una descrizione libera. A queste informazioni basilari si aggiunge il “centro di costo” (in pratica il contesto per cui si è fatta una certa spesa o si è incassato qualcosa). Lo si può interpretare in vari modi. Nel mio caso, i centri di costo siamo io, mia moglie, la famiglia, la mia attività professionale, ecc.
Ad esempio, se compriamo una smerigliatrice angolare in offerta al Lidl, il centro di costo sono evidentemente io. Se facciamo la spesa, il centro di costo è la famiglia, se arrivano dei soldi da un cliente, il centro di costo è la mia attività professionale, se arrivano dal Ministero è mia moglie, e via così.
Questi sono i dati obbligatori. Ci sono poi un altro paio di campi, ma sono opzionali e servono solo per finalità statistiche. Niente che sia vitale.


Quanto è lungo e noioso scrivere tutti i movimenti?
Parecchio, soprattutto se andate al supermercato tutti i giorni anche per un vasetto di yogurt. Ovviamente, tutto questo ha senso se si limitano molto i pagamenti in contanti. Non perché non si possano inserire, ma perché è impossibile ricordarli tutti. Quindi, quello che si deve fare è portare in Zyra tutto quello che facciamo con sistemi tracciabili: carte di debito/credito, bonifici e addebiti bancari, sistemi di pagamento online come PayPal, Satispay, ecc.
Zyra consente di importare gli estratti conto o comunque i movimenti delle banche e delle carte di debito/credito in formato Excel o CSV. Si sceglie il file, si dice al sistema quali sono righe e colonne da importare e in un attimo i movimenti sono dentro.
Zyra poi si aspetta che noi riconosciamo il motivo dell’esborso, scegliamo il conto di destinazione corretto, editiamo un minimo la causale (non è obbligatorio, ma le causali delle banche sono spesso incomprensibili) ed è fatto.
L’applicazione ci avverte anche se per caso stiamo importando un movimento che era già nel sistema, magari perché l’estratto conto contiene anche movimenti molto vecchi. Solitamente aggiorno i dati due volte al mese. Per importare i dati di tre conti correnti, due carte di credito e due carte di debito impiego mezz’ora o poco più.
Sto pensando di aggiungere anche la possibilità di connettere Zyra direttamente ai conti correnti, ma temo che le mie banche possano interpretare male i miei accessi. C’è il rischio di trovare polizia, finanza, carabinieri, pompieri e forestale che sfondano la porta di casa mia.
Poi ci sono i report, conditi da grafici, che ci possono dire in qualsiasi momento quali sono i saldi dei nostri conti, magari mostrando anche l’andamento di tali saldi negli ultimi 12 mesi. Oppure possiamo vedere quanto spendiamo in fumetti o in abbonamenti a servizi di streaming. In quanto a report c’è davvero di tutto, ma conto di aggiungere altra roba.
Insomma, per quanto la mia descrizione possa sembrare frivola, il sistema è serio. Mi sto adoperando per farne una versione demo. Per ora accontentatevi degli screenshot riportati in questo articolo.
* il vibecoding è farsi scrivere codice dall’intelligenza artificiale. In qualche caso, senza neanche controllare cosa ha scritto.